Settimana mondiale vaccinazioni, l’allarme dell’osservatorio ThatMorning: “Social terreno ancora troppo fertile per le bufale”

MILANO – In occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni, che ha inizio oggi, ThatMorning, osservatorio italiano specializzato nel monitoraggio di tutte le notizie provenienti dai settori LifeSciences ed HealthCare, diffonde alcune informazioni che aiutano a comprendere come l’argomento vaccinazioni venga affrontato a livello mediatico, evidenziando le tendenze che emergono dall’osservazione quotidiana di oltre 75 milioni di siti e dei social network; e facendo affiorare anche quali siano le prime bufale legate al tema Covid-19.

Dai monitoraggi di ThatMorning affiorano alcuni interessanti aspetti delle modalità con cui la delicata materia è affrontata in Rete: a partire dal fatto che le tesi antivacciniste continuano ad avere grande risonanza, soprattutto sui social media; che il vaccino più discusso è quello contro il morbillo; che i no-vax seguitano a fare leva su determinate argomentazioni, nonostante ne sia stata ampiamente dimostrata l’infondatezza; e che, purtroppo, nell’ultimo periodo stanno emergendo nuove e fantasiose ipotesi legate all’emergenza sanitaria in corso.

Twitter, cassa di risonanza dei no-vax

I dati raccolti da ThatMorning confermano come quello delle vaccinazioni sia un tema sempre caldo. Dalle analisi di un mese campione del 2019 emerge che l’argomento viene affrontato sui siti web e su Twitter in 12.000 menzioni, di cui la stragrande maggioranza sul social network.

È infatti sui social che le posizioni no-vax trovano terreno più fertile. Sul web, infatti, nella maggioranza dei casi si parla dei vaccini in maniera positiva; solo sporadicamente l’approccio appare negativo. Le prese di posizione negative crescono notevolmente, invece, su Twitter.

Il vaccino specifico più discusso: quello contro il morbillo

L’analisi di ThatMorning mette in evidenza anche come viene affrontato l’argomento vaccinazioni; è interessante notare, ad esempio, che quando si parla di vaccini in generale non si fa riferimento alle patologie per cui viene adottato (sono menzionate solo una volta su 5), né si tende a citare le aziende farmaceutiche.

Quando invece si fa riferimento a vaccini specifici è di norma quello contro il morbillo il più citato, mentre in seconda posizione troviamo quello contro l’influenza; anche se, ovviamente, nelle ultime settimane il primato risulta scalzato dalle news e i tweet dedicati alla messa a punto di un vaccino contro il Covid-19.

La top ten degli argomenti dei no-vax su Twitter

ThatMorning ha stilato una top ten delle argomentazioni a sfavore dei vaccini che ricorrono con maggiore frequenza su Twitter. Queste le più ricorrenti:

  1. Nei vaccini si trovano metalli pesanti (e non solo): oltre ai timori (infondati) legati alla tossicità delle nano particelle di metalli presenti nei vaccini, alcuni tweet no vax considerano l’ipotesi che nei vaccini si trovino altre improbabili componenti: dalle “cellule di scimmia”, a quelle di “feti abortiti” a “frammenti di DNA di virus” (persino dell’HIV).
  2. Di certe malattie (per esempio morbillo o pertosse) non si muore
  3. I vaccini causano malattie, su tutte l’autismo
  4. I vaccini sono stati “inventati” dalle case farmaceutiche per trarne profitto
  5. Siamo “cavie” di “Big Pharma”
  6. I dati legati alle reazioni avverse vengono tenuti nascosti
  7. I vaccini vengono somministrati quando i bambini sono troppo piccoli
  8. Chi è vaccinato può diventare infettivo
  9. I vaccini “non funzionano”
  10. Vaccinarsi non essendo malati è inutile

Covid-19: si scatena una nuova ondata di ipotesi complottiste

Di pari passo con le bufale legate alle vaccinazioni, si stanno facendo strada, nelle ultime settimane, moltissime riguardo al tema Covid-19. Il monitoraggio di Twitter rivela teorie complottiste di diversa natura: da quelle di chi sostiene che la pandemia sia “un’invenzione studiata a tavolino per arricchire le Pharma” a chi ipotizza che “Bill Gates abbia creato il virus per vendere il vaccino o che “la pandemia in corso sia una “scusa” per accelerare in futuro la produzione di vaccini”. Fra le teorie più improbabili figura quella che vuole gli “occidentali intenzionati a distruggere l’Africa tramite il vaccino”.

Alcuni tweet complottisti fanno riferimento al vaccino antinfluenzale: si assume, per esempio, che coloro che si sono sottoposti a vaccino antinfluenzale siano più vulnerabili al virus; o, di contro, che l’allarme serva solo a indurre le persone a sottoporsi a vaccino antinfluenzale. Si sollevano, infine dubbi sull’utilità di un vaccino per contrastare il Covid-19 (“non serve, perché il virus si estinguerà da solo”) o addirittura sulla effettiva possibilità che sia realizzato (per alcuni la prospettiva che sia realizzabile servirebbe solo a “ingrassare le Pharma”).

Il rischio al momento è che queste teorie si radichino al pari di quelle antivacciniste; sarà quindi importante monitorarne andamento, diffusione e provenienza per mettere a punto campagne di sensibilizzazione efficaci,soprattutto nel momento in cui il vaccino sarà pronto.