“Solo un bacio”, alla scoperta del nuovo singolo di Sandro Giacobbe

Con il nuovo brano in radio dal 25 gennaio, il cantautore genovese, ricorda il tragico crollo avvenuto a Genova quel maledetto 14 Agosto: l’intervista

Sandro Giacobbe“Solo un bacio” è nato dopo il brutale crollo del ponte Morandi di Genova che ha causato 43 vittime e tanti feriti. A chi hai scelto di dedicare questo brano?

La canzone è dedicata proprio a Genova ed anche nel video in fondo c’è scritto “per non dimenticare” perché mi piacerebbe che questo brano restasse nel tempo così che quando la si ascolterà ancora, potrà riportarci alla mente veramente cosa abbiamo vissuto e quale ferita è stata aperta e che spero venga presto risanata in una situazione di felicità ed armonia con la costruzione del nuovo ponte. In tutta questa brutta vicenda particolarmente però mi ha toccato la sorte di cinque famiglie, di cui tre sono di Genova, una moldava ed una di Napoli, che sono rimaste coinvolte con la perdita del capofamiglia. Si tratta di undici bambini che hanno perso il papà e a cui mi sono rivolto destinando i proventi discografici del brano.

Ci sono altre iniziative che hai intrapreso per aiutare questi minori, figli delle vittime del ponte Morandi?

Dal 24 Agosto insieme ad altri amici mi sono attivato con l’associazione “Noi per voi” con cui abbiamo già donato 14 mila euro e poi con questa canzone cerco appunto di sollecitare le persone nell’acquisto del disco per dare sostegno a queste famiglie. Inoltre ho in progetto un paio di concerti in Liguria nei quali cercherò anche di attivarmi per far arrivare altri artisti, chi vorrà venire certamente, al fine di raggiungere l’obiettivo di solidarietà.

La tua mano e voce di cantautore in questo singolo si sono prestati ad un cuore sofferente e solidale. Qual è stato il momento particolare o l’emozione più forte che ricordi e che ti hanno spinto a comporre il singolo?

Quando è accaduto il crollo ero in Calabria per delle serate e dei concerti, ho acceso la tv e di fronte a quelle immagini sono rimasto pietrificato perché tutto potevo pensare tranne che il “nostro ponte di Brooklyn” come lo chiamiamo un po’ per somiglianza a Genova, potesse crollare e creare un simile disastro. Poi dopo un paio di mesi con tutto quello che avevo dentro e mi ero portato, in studio improvvisamente è nato il singolo con l’intento di non fare alcun cenno alla disgrazia, alle macchine o al ponte ma solo a trasmettere l’immaginazione di due persone che vivono la loro vita normalmente e per fatalità un giorno si trovano di fronte ad un drammatico epilogo. Come tutti i giorni si salutano e lui resta intrappolato in una brutale fine.

Potrebbe bastare fermarsi a prendere un caffè, per cambiare involontariamente, in un modo o nell’altro, il nostro destino” dice il testo di “Solo un bacio” ed anche il video riporta molto bene questo tuo immedesimarti. Intendevi comunicare una visione fatalista con questo brano?

Il mio intento era quello di dare un significato alla vicenda senza cadere nell’essere patetici e credo di esserci riuscito attraverso il testo e le immagini che sono abbastanza crude ma sono quelle reali della vita. Un significato che è quello sì di una fatalità ma non dimentichiamoci che la vita è legata ad ogni momento in cui durante la giornata puoi decidere di fare una cosa o l’altra e così modificare il corso degli eventi come fermarti ad un autogrill o restare abbracciato alla tua compagna come nel video. Lascio aperta questa cosa perché sono positivo sempre e questa positività deve esserci anche di fronte ad una tragedia come quella che è successa.

Oltre il tema ed il video, la canzone è caratterizzata da parti in dialetto genovesi cantate dagli “Amixi De Zena” che sono gruppo folkloristico della città. Perché questa scelta?

Per identificare questo brano come situazione genovese. C’è infatti una frase che viene ripetuta più volte nella canzone e la caratterizza proprio perché racconta in due righe tutta la vicenda e dice come lui di fronte la tragedia rivolga il suo ultimo pensiero alla compagna e vorrebbe parlare con i Santi perché lo lasci accanto a lei. In questo devo ringraziare Marina Peroni, la mia compagna che ha fatto questo pezzettino in genovese e i ragazzi degli “Amixi de Zena” che hanno accettato di mettere le loro voci.

Prima di “Solo un bacio” vanti però come si sa, una lunga carriera coronata da almeno dieci grandi successi tra cui Signora mia del ‘74 – Il mio cielo la mia anima –  Sarà la nostalgia e numerose partecipazioni a Festival tra cui tre partecipazioni al Festival di Sanremo. Insomma hai veramente dedicato la vita a scrivere e cantare. Guardandoti indietro quando ancora sedicenne muovesti i primi passi nella musica, avresti mai scommesso un così lungo percorso?

Ti racconto un episodio per farti capire come la vita a volte sia strana ed imprevedibile. Prima di “Signora Mia” avevo già fatto un paio di tentativi con due singoli aiutato da un produttore indipendente che però era distribuito dalla Dischi Ricordi ma non avevo ottenuto alcun particolare successo tanto che mi ero deciso all’età di 21-22 anni di dirottare i miei sforzi verso un altro lavoro. Improvvisamente questo produttore una sera rompe la macchina, prende la metro ed incontra il direttore generale delle Messaggerie Musicali che gli chiede se conosceva un cantautore giovane perché lo stavano cercando. Settimana dopo mi ha portato da lui. Un mese dopo ero in sala incisione che facevo “Signora Mia”. Pensa se qualcuno mi avesse detto in quel momento che sarei arrivato nel 2019 con 45 anni di carriera non l’avrei mai creduto. A quell’epoca la mia speranza era solo di trovare un po’ di notorietà. Ad oggi devo ringraziare veramente chi da quel 1974 mi ha sempre seguito e non mi ha mai abbandonato.