“Sottocultura”, il primo disco dei Re Del Kent: ne parlano nell’intervista

“È un album molto underground e nasce fisicamente sotto terra. Per essere precisi in un box sotto un supermercato! Precisiamo che nonostante suoniamo grezzi, sporchi e cattivi nella vita siamo molto buoni, precisi e puliti. Il più delle volte”

re del kentE’ uscito il primo disco dei Re Del Kent. La band milanese sembra porsi come obiettivo quello di far sopravvivere la scena alternative rock con testi in italiano, ispirandosi a band che hanno segnato gli anni Novanta e Duemila quali Zen Circus, Teatro degli Orrori, Ministri e Fast Animals And Slow Kids. Contro ogni tendenza, nell’anno più difficile che il settore musicale ha incontrato da molto tempo, ecco un disco che, già dal titolo, ci impone la propria Sottocultura.

I Re Del Kent ci hanno gentilmente concesso un’intervista.

“Sottocultura” è il vostro primo disco, come nasce?

Nasce dalla voglia di fare musica e/o casino. Dipende dal punto di vista. Avevamo un po’ di testi e qualche riff che volevamo buttare giù dopo l’ep e siamo arrivati al secondo capitolo dei re del kent.

Qual è l’obiettivo di questo lavoro?

L’obbiettivo era portarlo in giro per i locali. Sfiga 1 Re del Kent 0. Ci riproviamo l’anno prossimo!

È un album molto underground, com’è maturata questa impostazione?

Deriva dai generi che abbiamo sempre ascoltato ovviamente. Alternative rock, grunge, garage rock e pure un po’ metal direi.

Come nasce il vostro intento musicale e con quali intenti?

L’intento è semplicemente portare avanti una passione comune, cercando di farlo in modo sensato e trattando argomenti a cui teniamo. Allo stesso tempo perché funzioni alla base deve esserci il divertimento…sempre!