Tigre, Paul Giorgi: “Una canzone scritta alla fine di un momento strano”

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“Tigre è stata per me una storia d’amore delicata ed elegante. Credo così breve da essere quasi avvolta in un sogno”

tigreEsce il primo singolo di Paul Giorgi. Fuori per Le Siepi Dischi e in distribuzione Believe Digital, Tigre è il singolo di debutto di un progetto atipico che, tra influenze che derivano dal lo-fi americano, dall’indie-rock britannico e dal cantautorato italiano, svela il mondo sentimentale urbano-tropicale di Paul Giorgi, che ci fa entrare nella sua personalissima giungla musicale in attesa di un disco di prossima uscita. Paul Giorgi ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Tigre” è il tuo singolo di debutto, di che cosa si tratta?

Una canzone che dura più di 4 minuti per colpa di unʼintro lunghissima e piena di animali. Una canzone che ho scritto diversi anni fa alla fine di un momento strano in cui avevo capito alcune cose, soprattutto di me, ma avevo anche tante domande in realtà. E così mentre la registravo in studio primavera scorsa, ho pensato che potesse essere un poʼ la capofila. Ed eccola qua.

Questo lavoro rappresenta un progetto atipico, perché?

In realtà non ho ben capito neanche io ma dallʼetichetta hanno detto così. Questo brano così come i prossimi avranno un animale al loro interno. Eʼ un giochino scemo che faccio da quando sono piccolo, guardare le persone e capire a quale animale somigli di più, come se fossero parenti.

Cosa vuoi trasmettere con questo brano?

Domanda difficile. Non lo so. Vorrei trasmettere la sensazione di avere caldo, un poʼ annoiati e in piena estate, magari alle due di pomeriggio.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

I miei genitori non sapevano come trovare dei momenti di pace probabilmente e quindi decisero bene di lasciarmi qualche ora a scuola di musica. Avevo 5 anni. Iniziai prima con la tastiera per poi passare alla chitarra durante le medie.