Tiziano Ferro: “Sulle adozioni in Italia deve cambiare tutto”

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Tiziano Ferro – foto di Walid Azami

ROMA – Tra i brani del nuovo disco di Tiziano Ferro, ‘Il mondo è nostro’, il suo settimo album di inediti in uscita l’11 novembre per Virgin Records/Universal Music, c’è spazio anche per la paternità, quella raggiunta grazie ai due bimbi – Margherita e Andrès – adottati con il marito Victor Allen. “Neanche ti sognavo – canta Tiziano nel nuovo singolo ‘La prima festa del papà’ – perché ti negavano a chi è come me”. Poi le dediche singole alla figlia in ‘Mi rimani tu’ e al figlio in ‘A parlare da zero’. “È una scintilla troppo potente – ammette – è un fuoco troppo reale. Se parli con le canzoni, se dedichi una vita a parlare con le canzoni come fai a non scriverne una se sai che stai per accogliere una vita?”.

Diventare papà per Tiziano è un vero e proprio miracolo: “Mi è stato concesso un sogno”, una “opportunità insperata”. Per questo l’adozione “l’avrei fatta anche se non avessi cambiato paese”, rivela. Su questo argomento in Italia “deve cambiare tutto – dice Ferro – siamo indietro a prescindere da quelli che possono essere i ruoli politici. Nessun governo ha mai fatto nulla di importante, se non quel piccolo flebile passo verso quelle che sono diventate le unioni civili. È stato un po’ lo specchietto per le allodole: vi facciamo contenti ma poi non se ne parla di farvi avere una famiglia, non sia mai che possiate avere entrambi dei figli, che si possa chiamare matrimonio”.

I bimbi sono il motivo per cui il tour negli stadi non è stato recuperato quest’anno ma spostato direttamente al 2023: “All’epoca non potevo dirlo, sapevo che sarebbero arrivati e volevo dedicare il mio primo anno da padre solamente a loro”. Per i due piccoli “ci tengo che vengano in Italia e vedano cosa fa il papà”. Su questo “sono molto fermo sull’imposizione della testa italiana. Parlo solo italiano a loro e vorrei mandarli alla scuola italiana. Voglio che sappiano bene che fanno parte di questo pezzo di mondo. Ci tengo molto e sono contento che Victor mi supporti pesantemente su questa cosa”.

L’appuntamento è, quindi, ai concerti nel 2023: “Il tour sarà un sorta di esperienza religiosa per me. Saranno 6 anni dall’ultimo tour e senza la sicurezza che sarebbe avvenuto. Sto pensando con molto amore alla scaletta, sarà una scaletta di successi. Il tour è un momento di incontro in cui si cantano le canzoni che ci hanno reso amici”. Il primo incontro con i fan, però arriva questo giovedì alla Milano Music Week, dove al Teatro Manzoni ci sarà la presentazione in anteprima de ‘Il mondo è nostro’.