Tutti fanno il digiuno intermittente, ma nessuno conosce davvero le conseguenze sull’organismo

Digiuno intermittente: scopri come influisce sul cervello, i benefici metabolici e le precauzioni da seguire per praticarlo in sicurezza.

Il digiuno intermittente è diventato una vera moda nel mondo del benessere: tutti ne parlano, molti lo praticano, ma pochi conoscono davvero gli effetti sull’organismo.

digiuno intermittente
Tutti fanno il digiuno intermittente, ma nessuno conosce davvero le conseguenze sull’organismo – lopinionista.it

Saltare alcuni pasti sembra una strategia semplice per perdere peso, migliorare la glicemia e sentirsi più leggeri, ma il dubbio principale riguarda sempre il cervello: la concentrazione ne risente?

Cosa succede al cervello durante il digiuno intermittente

Secondo uno studio dell’Università di Auckland, la risposta è sorprendente: il digiuno intermittente non compromette le funzioni cognitive. Analizzando oltre 70 ricerche e quasi 3.500 partecipanti, i ricercatori hanno osservato che memoria, concentrazione e attenzione rimangono pressoché invariate anche quando si saltano alcuni pasti.

Il cervello, insomma, sembra perfettamente in grado di adattarsi ai periodi di digiuno. Come spiega David Moreau, coautore dello studio, “non esiste alcuna differenza significativa nelle prestazioni cognitive tra adulti sani a digiuno e non a digiuno”. In pratica, la paura di perdere lucidità durante le ore senza cibo sembra ingiustificata.

La spiegazione va cercata nella flessibilità metabolica del corpo umano. Quando le riserve di glucosio diminuiscono, l’organismo attiva la chetosi: i grassi vengono convertiti in corpi chetonici, come beta-idrossibutirrato e acetoacetato, che diventano fonte di energia per cervello e muscoli. Questo adattamento evolutivo permette di mantenere le performance cognitive anche in assenza di zuccheri immediati. In altre parole, il corpo sa come cavarsela durante i periodi di digiuno, trasformando ciò che potrebbe sembrare uno svantaggio in un’alternativa efficiente.

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Cosa succede al cervello durante il digiuno intermittente – lopinionista.it

Oltre alla capacità di mantenere la concentrazione, il digiuno intermittente ha altri potenziali benefici metabolici. L’Associazione Nazionale Diabetologi segnala che può aiutare a regolare la glicemia, ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e favorire l’autofagia, il processo di “pulizia” cellulare che elimina cellule vecchie e danneggiate.

Tuttavia, gli esperti mettono in guardia: il digiuno intermittente va seguito sotto supervisione di un professionista, soprattutto per evitare carenze nutrizionali. I benefici si ottengono più facilmente se i pasti sono concentrati tra le 7 e le 15, così da migliorare sensibilità all’insulina e controllo glicemico. Inoltre, la pratica non è consigliata per bambini, adolescenti o soggetti in crescita, perché un apporto costante di nutrienti è fondamentale in queste fasi della vita.

Tra i vantaggi principali c’è la riduzione spontanea dell’apporto calorico e la possibile perdita di peso. Dall’altro lato, però, chi interrompe il digiuno e torna a una dieta tradizionale rischia di recuperare rapidamente i chili persi. Inoltre, la difficoltà a mantenere la disciplina può rendere il regime complesso da seguire a lungo termine.