“Una fanciullezza rubata”, il memoir di Giuliano Bruno

“Una fanciullezza rubata” è il libro di Giuliano Bruno che racconta l’infanzia difficile di una donna del Sud Italia tra povertà, abbandoni e resilienza

una fanciullezza rubata libroUna storia intima che attraversa generazioni, trasformando il dolore in memoria e il ricordo in testimonianza. È questo il cuore di “Una fanciullezza rubata”, il memoir narrativo di Giuliano Bruno, pubblicato da Midgard Editrice e recentemente disponibile anche per il pubblico italiano dopo essere stato tradotto in diverse lingue.

Il libro racconta la vita di una donna del Sud Italia segnata da privazioni, separazioni familiari e difficoltà economiche, ma anche da una straordinaria capacità di resistere alle avversità. Attraverso una narrazione intensa e profondamente umana, l’autore dà voce alla madre, ricostruendone il percorso esistenziale e riportando alla luce vicende rimaste per anni custodite nel silenzio.

Più che una semplice autobiografia familiare, l’opera si presenta come un dialogo ideale tra madre e figlio. Da una parte il racconto di una fanciullezza segnata dalla sofferenza, dall’altra il tentativo di comprendere e custodire un’eredità emotiva che rischiava di andare perduta. Ne emerge una riflessione sul valore della memoria, sulla fragilità dei legami familiari e sulla necessità di restituire dignità alle storie rimaste ai margini.

Nato a Taviano, nel Salento, nel 1969, Giuliano Bruno vive in Germania da oltre trent’anni. Dopo gli studi linguistici e una lunga carriera internazionale come consulente informatico nel settore dell’ospitalità, ha scelto di dedicarsi alla scrittura trasformando i ricordi di famiglia in un progetto letterario. Un percorso maturato dopo la perdita dei genitori, quando la parola scritta è diventata uno strumento per preservare ciò che il tempo rischia di cancellare.

Le competenze linguistiche dell’autore gli hanno inoltre permesso di tradurre personalmente il volume nelle versioni tedesca, inglese e spagnola, consentendo a una vicenda profondamente radicata nel Mezzogiorno italiano di raggiungere lettori di culture e Paesi diversi.

Con “Una fanciullezza rubata”, Bruno compie un viaggio alle origini della propria famiglia e della propria identità. Un racconto che parte dal Salento del dopoguerra ma che affronta temi universali come l’abbandono, la resilienza, l’amore filiale e il bisogno di dare voce a chi non ha mai avuto l’opportunità di raccontare la propria storia. Un libro che invita il lettore a riflettere sul valore della memoria e sulla forza delle radici, capaci di accompagnare una persona anche dopo aver attraversato il mondo.