Van de Sfroos torna con “Maader folk” a sette anni dall’ultimo album in studio

45
foto di Fabrizio Cestari

MILANO – È una madre consolatrice, benevola. Entrata nei sogni di DAVIDE VAN DE SFROOS per ricordargli l’origine folk del suo mondo e suggerirgli il titolo del nuovo album: da venerdì 17 settembre “Maader folk” estende a tutti il suo abbraccio, sancendo il ritorno del cantautore lombardo sulle scene musicali a distanza di sette anni dall’ultimo lavoro in studio.

L’artista ne ha parlato ieri in conferenza stampa, spiegando che il titolo di questo disco gli è stato suggerito da un sogno fatto nel periodo in cui aveva contratto il Covid: “Ho sognato questa donna che per me rappresentava il folk, la madre folk, e da lì ho capito che dovevo continuare a fare questo tipo di musica. Quando mi sono preso il Covid avevo la febbre che la sera mi saliva a 38. In quel periodo c’era il festival di Sanremo, che io guardavo in tv, e a un certo punto ho visto uscire fuori uno tutto vestito di piume… poi ho capito che era Achille Lauro! Ah, mi sono detto, allora non ero io che stavo facendo un viaggio psichedelico!”.

L’anatomia dell’irrequietezza, l’importanza di “schiacciare il tasto reverse per rivedere un po’ il nastro”, che magari “solo pochi coraggiosi” sono in grado di fare. Tutto ciò, e molto altro, sta dietro alla lavorazione di questo nuovo cd: “Nello sguardo della Maader Folk ci sono immagini surreali e simboliche che abbracciano le persone e i loro luoghi, la loro terra. In questo disco c’è anche lo slancio verso la speranza e la voglia di respiro per un nuovo viaggio che non dimentica il passato”. Ma quanto c’è di autobiografico nei tuoi brani? “C’è il 102%”, precisa Van de Sfroos.

Merita una menzione particolare OH LORD, VAARDA GIO, in cui le voci di VAN DE SFROOS e Zucchero si amalgamano fino a fondersi in una sentita richiesta di protezione a chi ci veglia da lassù: “Ho conosciuto Zucchero perché anni fa ho avuto modo di duettare con la figlia Irene. Quando gli abbiamo proposto di registrare questa canzone lui, in maniera tenera, quasi un po’ infantile, ci ha chiesto se potevamo aspettarlo perché in quel momento era al lavoro con Sting”. Il significato del brano, impreziosito dalle alchimie sonore di Taketo, è esemplificato nel video presentato nell’ambito della 78a Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia: un inedito grandangolo sul quotidiano dell’intellettuale Mauro Corona, racconto in musica della dimensione più pura del dialogo tra l’uomo, il divino e il mondo.

Per quanto riguarda l’attuale situazione live, con i concerti che si svolgono sotto molte limitazioni, l’artista non ha dubbi: “Non c’è prezzo per il contatto. Ad avercele mille persone sotto a un palco! La transenna e il microfono vorrebbero tornare a incontrarsi e interfacciarsi. Intanto io mi preparo per incontrare i fan in una serie di appuntamenti instore in giro per l’Italia”.

Le 15 tracce dell’album saranno infatti presentate live da DAVIDE VAN DE SFROOS per condividere con i fan la genesi e le storie di questo nuovo progetto discografico:

17/9: Como c/o Villa del Grumello

18/9: Lecco c/o Orsa Maggiore (a cura di Discoshop)

21/9: Milano c/o la Feltrinelli Gae Aulenti

22/9: Varese c/o Varese Dischi

24/9: Torino c/o Spazio Comala (a cura di Feltrinelli)

27/9: Roma c/o Galleria Alberto Sordi (a cura di Feltrinelli)

28/9: Bologna c/o Feltrinelli di piazza Ravegnana

29/9: Verona c/o Mura Festival Bastione di San Bernardino (a cura di Feltrinelli)