Vita (Estate digitale): due chiacchiere con Franco J Marino

franco j marino vita

Pubblicato il nuovo singolo di Franco J Marino. Per l’occasione abbiamo realizzato un’intervista al cantautore partenopeo

Non sarà un’estate come le altre: è una delle poche certezze che abbiamo. Quello che ci spinge – tuttavia – ad andare avanti, è la speranza che si possa ripartire col piede giusto. Da venerdì 5 giugno è disponibile su tutti i digital store il singolo Vita (Estate digitale), del cantautore napoletano Franco J Marino: il titolo stesso non lascia spazio a dubbi.

Tra le necessità di distanziamento, imposte dall’attuale situazione sanitaria, sopravvive infatti in Marino la volontà di continuare a credere. Credere nella Vita; nonostante tutto: “Sappiamo che non sarà un’estate come le altre, ma il desiderio e la voglia che sentiamo dentro di vivere, magari con una nuova consapevolezza, dando il giusto valore alle cose più importanti che farebbero girare il mondo nel modo giusto come i sentimenti, il rispetto verso la natura, l’altruismo, una nuova ‘globalizzazione’ basata non più sul potere e il denaro ma sull’amore e la tutela delle nostre vite”.

Prodotto dallo stesso Franco J Marino, il videoclip è stato montato da Sasà Flauto ed è stato girato all’interno della stessa abitazione del cantante: la musica ai tempi del lockdown. L’esigenza del distanziamento porta Marino ad adoperare anche la popolare piattaforma Tik Tok.

Presenti nel video anche la figlia dell’autore, Rosa, e il poliedrico musicista e percussionista Tony Esposito. Quest’ultimo vanta collaborazioni autorevoli con alcuni dei mostri sacri della musica contemporanea italiana: Edoardo Bennato, Pino Daniele, Roberto Vecchioni e Lucio Dalla, solo per citarne alcuni. Formazione blues, funky-jazz e world-etnica, Tony Esposito è reputato uno dei fondatori del cosiddetto “blues-metropolitano”, insieme a James Senese, Tullio De Piscopo e  altri. Oltre – ovviamente – a Pino Daniele.

Con lo stesso eclettismo, Franco J Marino si accosta alla musica: “figlio della migliore tradizione poetica napoletana”, l’autore del disco Pescatore di Stelle del 2011, prosegue col fortunato filone musicale di scuola partenopea. Risale al 2018 il progetto Napolatino: prodotto da Mauro Malavasi, l’album rappresenta la maturità artistica di Marino. Una maturità sempre e comunque attenta alle esigenze della grande musica internazionale: si ricordi, a tal proposito, il brano La Scelta, scritto nel 2012 per il tenore statunitense Nathan Pacheco. Di particolare rilievo anche la versione spagnola di Procida, pubblicata dopo il tour nazionale del 2019.

In occasione dell’uscita di Vita (Estate digitale), noi de L’Opinionista abbiamo voluto intervistare il cantautore per sapere di più sull’ultimo progetto.

Vorrei cominciare dal titolo del tuo nuovo clip: Vita (Estate Digitale): ci spieghi bene il significato del brano? In un periodo così difficile sembra essere un appello alla speranza…

Ciao Francesco! Sì è così e hai centrato il senso. Ho scritto questo brano a maggio come reazione e anche per dare il mio punto di vista rispetto a questo periodo difficile. La molla è scattata perché ho capito che bisogna cambiare rotta, questa vita merita di più e dobbiamo assolutamente imparare a rispettarla. Non so se questo virus è dato dalla follia dell’uomo o dalla natura che si ribella, ma qualsiasi cosa esso sia non può fermare la vita.

Non posso non notare che il clip è stato girato sulla piattaforma social Tik-Tok: popolare tra i giovani e soprattutto i giovanissimi. Pensi che questi nuovi social rappresentino un’opportunità, da un punto di vista musicale, rispetto ai più classici Facebook o lo stesso Youtube?

Quando scrivi una canzone che poi esce sul mercato è richiesto il video, data la situazione questo video è stato prodotto in “quarantena” e l’idea del Tik Tok è venuta a mia figlia Rosa che è la vera protagonista, anche perché ha il suo bel da fare con questa piattaforma. Credo che Tik Tok sia ormai più avanti degli altri social e può essere un buon veicolo anche per la musica se gestito nel modo più consono.

Napolatino è il tuo ultimo lavoro studio; se penso anche alla spanish version di Procida non posso non pensare ad un’idea di musica più ampia, che sembra tu abbia. Ti va di parlarci di cosa ti spinge a puntare su quella fetta di mercato?

Già il titolo dovrebbe spiegare tutto: questo concept album “Napolatino” è una fusione tra il suono mediterraneo, che a mio avviso Napoli ne rappresenta la massima espressione, e il mondo latino. Sono due linguaggi simili per radici e tradizioni ma anche per sonorità e siccome è piaciuto in Sud America ne ho fatto una versione in spanish.

Oltre a un brano in versione spagnola hai anche realizzato delle canzoni molto apprezzate anche sul piano internazionale. Qual è la ricetta, secondo te, per fare breccia nel cuore di un ascoltatore straniero?

Non c’è una ricetta, ma sicuramente un’identità musicale che più è vicina alla tradizione italiana e più piace al pubblico internazionale. Anche se ci sono generi che in Italia funzionano, fuori dal nostro paese non funzionerebbero mai perché non puoi vendere il ghiaccio agli eschimesi, non puoi confrontarti con chi crea un genere e tu lo copi, infatti, il cantante italiano più famoso nel mondo è Bocelli.

Quando penso a un cantante che fonde la cultura napoletana con la grande musica internazionale (il blues, principalmente), penso al compianto Pino Daniele. Ti ispiri a lui? Quanto c’è – se c’è – di Pino Daniele nella tua musica?

Pino è forse il più grande o tra i tre più grandi cantautori italiani, gli altri due sono Dalla e Battisti. Proprio Lucio Dalla, con il quale ho collaborato, mi diceva sempre che Pino era il migliore. Da napoletano posso dire che rispetto a Pino respiro la stessa aria, lo stesso vento di una città che più delle altre, rispetto alla musica, ha avuto molteplici influenze: ma questa è la storia. Il mio modo di scrivere però è diverso e lo dimostra il fatto che ho scritto anche per Bocelli e per la Walt Disney americana.

Hai mai pensato di incidere un album interamente in lingua inglese? Se no, perché?

Un album intero no, ma ho delle canzoni cantate in inglese che prima o poi farò uscire, sempre mantenendo integro il fatto che sono italiano.

In chiusura ti va parlarci dei tuoi progetti futuri? Se si può, ovviamente…

Diciamo che dopo l’album “Napolatino” sono usciti due singoli estratti dall’album e adesso questo nuovo singolo appena uscito, “Vita (Estate Digitale)”. Speravo si sbloccasse la questione dei live ma, a quanto sembra, bisognerà aspettare ancora, per cui mi dedico alla promozione di questi progetti fino alla fine dell’estate e poi si vedrà. P.S.: ho già pronto un nuovo album.