A Napoli inaugurato il 3° congresso NQSTI nel World Quantum Day. Presentato il progetto Q-Sud e illustrate le applicazioni quantistiche in campo medico

Nel suo intervento inaugurale, il presidente dell’Istituto Claudio Pettinari ha sottolineato il ruolo decisivo del PNRR, che con un investimento di 116 milioni di euro in tre anni ha permesso di consolidare una massa critica di ricercatrici e ricercatori in grado di competere a livello internazionale. «NQSTI è oggi una realtà con una duplice missione: rafforzare la ricerca scientifica e costruire un ecosistema capace di portare le tecnologie quantistiche fuori dai laboratori» ha dichiarato Pettinari, evidenziando il sostegno del Mur e la crescente proiezione europea del settore.
Il congresso, che proseguirà fino a venerdì 17 aprile, propone un programma fitto di interventi scientifici, workshop e momenti di confronto su tutti i principali ambiti della seconda rivoluzione quantistica: calcolo quantistico, comunicazione sicura, sensori avanzati, nuovi materiali, applicazioni industriali e trasferimento tecnologico. Ampio spazio è dedicato anche al dialogo tra ricerca e impresa, con iniziative rivolte alle startup deep tech e al knowledge transfer.
Tra gli annunci più rilevanti della giornata, il coordinatore scientifico Fabio Beltram ha presentato Q-Sud, il nuovo Polo Quantistico Nazionale con sede a Napoli: «Siamo cresciuti molto grazie ai fondi del PNRR e oggi rappresentiamo una risorsa potente per il Paese. Q-Sud sarà un riferimento non solo italiano, ma internazionale».
La prima sessione del congresso ha inoltre approfondito le applicazioni quantistiche in biomedicina, ambito in cui le tecniche basate sulla luce quantistica stanno aprendo scenari innovativi. La ricercatrice Giada Bianchetti (Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia) ha illustrato i progressi nel campo della diagnostica rapida, con particolare riferimento alla sepsi: «Ogni ora di ritardo diagnostico aumenta la mortalità del 7%. Le tecniche quantistiche potrebbero permettere di identificare i batteri direttamente nei campioni biologici anche a basse concentrazioni, riducendo drasticamente i tempi e limitando l’uso non necessario di antibiotici».
Un altro fronte di ricerca riguarda l’oncologia. Il progetto Q-Meta punta a sviluppare spettroscopie e microscopie quantistiche per studiare il metabolismo dei tumori in modo non invasivo. «Queste tecniche offrono una sensibilità elevatissima, capace di rilevare segnali biologici debolissimi» ha spiegato Bianchetti. «Comprendere come le cellule tumorali rispondono a fattori come rigidità e pressione del tessuto può aprire la strada a terapie più mirate ed efficaci, soprattutto per le forme più aggressive».
Il congresso NQSTI conferma così il ruolo centrale dell’Italia nella ricerca quantistica europea, mettendo in dialogo scienza, industria e istituzioni e delineando le traiettorie future di un settore destinato a trasformare tecnologia, medicina e industria.






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