Primo posto per Annalisa e Mengoni con “Piazza San Marco”, sul podio anche Tiziano Ferro con “Cuore Rotto” e Fabri Fibra con Joan Thiele in “Milano Baby”
Primo posto sul podio per Annalisa che per la prima volta collabora con Marco Mengoni. Con le loro voci potenti, hanno sfornato un brano dai contenuti forti e una musicalità impeccabile. “Piazza San Marco”, non è una semplice canzone d’amore; è la storia di un rapporto tormentato raccontata in modo figurato. La famosa piazza di Venezia diventa il loro rifugio provvisorio, un luogo che però, invece di dare pace, mostra tutta la fragilità e le contraddizioni del loro legame. Il brano parla delle loro paure, delle bugie dette per non far soffrire e del forte desiderio di liberarsi da una relazione che fa male.
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Nonostante questo, c’è un’attrazione potentissima che non li fa staccare. Tutto si gioca sul contrasto tra un passato perfetto ma per questo doloroso e un presente che non dà certezze. La piazza non è solo un posto, ma un luogo della mente dove i due mettono in comune i loro ricordi tristi e le loro debolezze. È una specie di confessionale sincero, dove le voci di Annalisa e Mengoni si intrecciano: nel parlarsi a cuore aperto, trovano una strana forza nel mostrarsi fragili. Questa relazione non è la solita storia romantica, ma un legame complesso fatto di attrazione, ma anche di molta ansia e inganni.
Quando dicono che la piazza è “bella da far schifo” usano una contraddizione: il posto è stupendo, ma questa bellezza nasconde un profondo disagio, un ricordo di un’armonia che adesso fa solo male. La canzone vive di forti contrasti tra com’era e com’è. L’immagine delle “lacrime nell’acqua tonica” fa capire bene il dolore nascosto dietro un’apparente leggerezza o distrazione. Anche se il rapporto è diventato tossico, i due continuano a cercarsi per scaldarsi con piccoli gesti. È un richiamo così forte che impedisce la rottura definitiva, anche quando la realtà dice che l’incantesimo si è ormai rotto.
Secondo posto Tiziano Ferro con “Cuore Rotto”. Un pezzo profondamente autobiografico che affronta il dolore acuto e la rabbia che seguono la fine di una storia d’amore. L’artista non si limita a raccontare la sofferenza, ma la usa come punto di partenza per una vera e propria rinascita emotiva. Ferro stesso ha definito questa come la sua canzone più malinconica, ma è proprio in essa che si trova il coraggio di trasformare il peggio. Il testo è una confessione schietta e a cuore aperto sulla disillusione e sul rimpianto per un legame finito.
La consapevolezza che queste ferite possano diventare una fonte di energia per andare avanti è il messaggio centrale. In pratica, la sofferenza non viene ignorata, ma viene “danzata” e superata. Il brano è una presa d’atto che la fine era inevitabile, ma al tempo stesso si trasforma in una sorta di rito di guarigione. La rabbia e il rimpianto che affiorano nel testo vengono incanalati e diventano la voce potente dell’artista. Il titolo stesso, “Cuore Rotto”, simboleggia quella ferita d’amore che segna la fine di un percorso, ma che diventa la base per costruirne uno nuovo. Usando il dolore come carburante artistico e personale, la canzone non è solo un lamento, ma una promessa di ripartenza. È l’esperienza di chi ha voluto perdersi per poi ritrovare sè stesso, inaugurando una fase della vita più positiva e consapevole.
Terzo posto per Fabri Fibra, Joan Thiele con “Milano Baby”. Il brano racconta una storia d’amore intensa che si svolge nel pieno del caos e delle contraddizioni di Milano. La città non è solo lo sfondo della relazione, ma ne diventa la metafora principale. È come se la storia d’amore avesse le stesse regole e la stessa frenesia della metropoli lombarda. Fabri Fibra dipinge un ritratto vivido e attuale della Milano contemporanea, usando immagini molto specifiche e riconoscibili. In un passaggio chiave, l’artista usa il concetto di “Area C” (la zona a traffico limitato del centro) per descrivere l’anima della persona amata.
Questo paragone suggerisce che il cuore della ragazza è difficile da raggiungere, pieno di confini e accessibile solo a determinate condizioni. Il brano mette in luce la complessità dei rapporti moderni, che si sviluppano tra le luci scintillanti e le mille vie della città. La relazione descritta ha gli stessi alti e bassi, gli stessi difetti e le stesse luci della metropoli stessa. Anche il videoclip, con l’attrice Pilar Fogliati, enfatizza questa idea, mostrando la coppia che si sposta senza sosta tra le strade, rafforzando il concetto di un amore dinamico e mai fermo.
Quarto posto per Giorgia con “Golpe”. Il brano usa la metafora del “colpo di stato” per raccontare un amore problematico e un grande sconvolgimento emotivo. Il “golpe” non è politico, ma è l’irruzione di un sentimento così forte da far saltare tutti gli equilibri della persona. La canzone descrive un legame che sopravvive anche in mezzo al caos e alla distanza. Il testo è pieno di immagini forti, come il verso “Mentirsi è una pistola”, che sottolinea quanto sia violento e distruttivo nascondere la verità in una relazione. La frase indica che l’ipocrisia è un’arma che fa male.
La canzone esplora la contraddizione di un amore adulto, dove c’è un grande desiderio di stare insieme, ma anche una profonda difficoltà nel capire le scelte dell’altro. La domanda “Come fai quando piove?” esprime la fatica di comprendere chi sembra indifferente o distante. Alla fine, c’è un momento di liberazione. I versi conclusivi, che dicono “Se in qualche modo sono scelte tue, non me ne frega niente,” segnano una dichiarazione di distacco finale, un modo per staccarsi dal peso delle decisioni altrui. Giorgia non semplifica l’amore, ma ne mostra tutta la fragilità e la tensione tra il buio e la luce.
Quinto posto per l’intramontabile Mina con “Settembre”. La canzone è una ballata carica di tristezza che ruota attorno al rimpianto per un amore ormai svanito e al senso profondo di solitudine. Il testo è un lamento per tutte le parole che non sono state dette e che ora pesano come macigni. Questa assenza ha trasformato i sogni di un futuro insieme in semplici, malinconici ricordi. Il brano esprime chiaramente l’impossibilità di comunicare fino in fondo i propri sentimenti. Questa difficoltà lascia un vuoto doloroso che, però, si trasforma in una specie di poesia, un’eredità di emozioni che non si possono cancellare.
Il tema principale è l’amore che non si è potuto vivere appieno, con la conseguente sensazione di mancanza che travolge l’anima. La solitudine descritta non è solo l’essere soli, ma l’essere senza quella persona che dava senso a tutto. Il rimpianto di non aver parlato chiaramente è l’elemento che fa più male, perché ha impedito che la relazione potesse continuare. Nonostante la forte malinconia per un passato irrealizzato, “Settembre” non è solo tristezza. La canzone, infatti, celebra la forza universale dell’amore, anche quando questo non riesce a esprimersi completamente. Lascia un segno indelebile, dimostrando che i sentimenti veri lasciano comunque una traccia che dura nel tempo. Mina, con la sua interpretazione, riesce a comunicare in modo profondo questa verità emotiva legata al “non detto”.
Sesto posto per Irama ed Elodie con “Ex”. La canzone cattura la difficile condizione di una storia d’amore che è finita, ma che non si è spenta del tutto. I due protagonisti si ritrovano in una sorta di “limbo” emotivo, ancora legati da ricordi, sentimenti e ferite che non sono guarite. Nonostante la rottura sia ufficiale, nessuno dei due riesce a voltare pagina e a staccarsi dall’altro. Il brano, che ha un sound moderno e sensuale con influenze latine, esplora la forte tensione e la sofferenza di un rapporto che è stato allo stesso tempo intenso e autodistruttivo. La relazione ha lasciato dei segni profondi. Al centro di tutto c’è una forte nostalgia e un’attrazione che non vuole svanire, anche se la persona è ormai assente. La scelta di far cantare Irama ed Elodie permette di avere un dialogo diretto tra le due prospettive, mettendo a confronto le diverse esperienze emotive all’interno della stessa storia. In sintesi, “Ex” è un’analisi profonda e un po’ malinconica della complessità di un amore che, anche quando giunge al termine, continua a essere molto influente sulla vita e sulle scelte di chi l’ha vissuto.
Settimo posto per CLARA con “Uragani”. La canzone è un vero e proprio inno alla libertà personale e alla forza che si trova dopo la fine di un amore complicato. Il brano racconta la crescita emotiva: dal lasciarsi travolgere dalle passioni di una relazione un po’ “tossica” al riprendere in mano la propria vita, riscoprendo la propria vera identità. Clara invita ad accettare i propri errori e a ignorare i giudizi degli altri, celebrando il coraggio di essere sè stessi. La relazione passata viene paragonata a un “uragano” perché ha portato con sé sia una forte passione che una dose di confusione e distruzione. “Uragani” è una critica chiara contro i pregiudizi legati all’apparenza e afferma il diritto di esprimere la propria vera natura. Con un ritmo incalzante e una produzione dance-pop, il brano riflette perfettamente il suo messaggio: è un’esplosione di energia e liberazione, che segna un nuovo capitolo per Clara, pieno di consapevolezza e voglia di andare avanti.
Ottavo posto per Tommaso Paradiso con “Lasciamene un po’”. Una canzone che parla della tenacia dell’amore e della forte voglia di non perdere del tutto il legame con una persona importante, anche se la storia sta finendo. Il cuore del brano è una richiesta diretta: non chiudere la porta del tutto, lascia almeno uno spiraglio aperto. L’artista chiede alla persona amata di lasciare un “residuo” del loro sentimento, una piccola traccia, un filo invisibile che possa tenere uniti i due cuori. È un modo per mantenere vivo il ricordo, la connessione e una piccola, frammentaria speranza.
La canzone affronta le “cicatrici” che un amore forte lascia, ma lo fa con una malinconia quasi luminosa, non disperata. Paradiso si mostra sincero e vulnerabile, con un cuore che non si è indurito con l’età e le delusioni. Questa sincerità è il punto di forza del testo. In sintesi, “Lasciamene un po'” è un invito a non troncare mai in modo definitivo le relazioni, ma a conservare sempre uno spazio per l’affetto e per il ricordo.
Nono posto per Francesco Gabbani con “Dalla mia parte”. La canzone è un inno a un amore maturo e universale che sa andare oltre le semplici idealizzazioni. Il brano celebra quel tipo di legame che si manifesta nella capacità di sostenersi a vicenda, specialmente quando la vita si fa difficile. È la storia di una presenza stabile che offre un rifugio e una forza costante. Il testo parla di un amore consapevole, che non è alla ricerca della perfezione, ma che accetta le imperfezioni sia della vita che della persona amata. L’idea di “stare dalla mia parte” significa essere davvero presenti, non solo durante i momenti di gioia, ma soprattutto quando si affrontano le difficoltà.
Questo sostegno continuo si trasforma in una specie di “casa” emotiva, una fonte di forza che riesce a dare un senso anche alle esperienze più dolorose e oscure. Il messaggio è così profondo da essere una dichiarazione universale, che può descrivere l’amore di coppia, ma anche una vera amicizia. Gabbani ha sottolineato che la canzone riflette il suo momento attuale: un artista che è in continua evoluzione e che vuole esplorare in modo più profondo le dinamiche emotive e i dettagli della vita di tutti i giorni. In sostanza, il brano celebra l’importanza di avere un legame autentico e profondo.
Decimo posto per Achille Lauro con “Senza una stupida storia”. La canzone è una critica forte ai rapporti amorosi costruiti sulle aspettative e sui cliché. Il brano propone un’alternativa: un amore più vero, basato sulla libertà e sulla piena consapevolezza di sé. L’artista denuncia come spesso le persone si “autodistruggano” pur di inseguire un’idea di amore stereotipata, sottolineando la delusione che ne deriva. Il testo affronta il tema della dipendenza affettiva, mostrando che le persone arrivano a gesti estremi e all’annientamento in nome di un amore che non funziona.
Achille Lauro smonta i rituali e le ricorrenze della tradizione romantica, facendo capire che spesso questi non bastano a salvare un rapporto, ma anzi, ne evidenziano le profonde ferite. Il ritornello è un vero e proprio manifesto della libertà. L’idea è chiara: è molto meglio vivere senza una relazione “stupida” e insoddisfacente piuttosto che restare intrappolati in un legame privo di autenticità. In sintesi, il brano è un invito coraggioso a trovare la forza di lasciare andare le relazioni che non ci fanno bene e ad abbracciare un modo di amare molto più sincero e personale.
CLASSIFICA TOP 10 SETTEMBRE 2025 – MUSICA ITALIANA
- Annalisa ft Marco Mengoni – Piazza San Marco
- Tiziano Ferro – Cuore Rotto
- Fabri Fibra ft Joan Thiele – Milano Baby
- Giorgia – Golpe
- Mina – Settembre
- Irama ft Elodie – Ex
- Clara – Uragani
- Tommaso Paradiso – Lasciamene un pò
- Francesco Gabbani – Dalla mia parte
- Achille Lauro – Senza una stupida storia








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