Coronavirus, 133 morti in Italia nella giornata dell’8 marzo [VIDEO]

Coronavirus, 133 morti in Italia nella giornata dell'8 marzo [VIDEO]

Ad ufficializzare i dati è stato il Capo del Dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli nella conferenza stampa dell’8 marzo 2020

ROMA – Si è da poco svolta la Conferenza stampa del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli e del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro sull’emergenza coronavirus. In tale sede é stata data lettura del bollettino di oggi. Aumenta il numero dei guariti che da 589 passano a 622; 33 in più rispetto a ieri.

I deceduti sono 133, di cui solo 113 in Lombardia. Suddividendoli per fasce di età: 0-49 anni uno, 50-59 uno, 60-69 quattordici, 70-79 anni trentanove, 80-89 anni sessanta; ultranovantenni diciotto.

I positivi sono 6.387, 1.226 in più di ieri: 2.180 in isolamento domiciliare, 3.557 ricoverati  con sintomi e 650 in terapia intensiva e sub intensiva.

Borrelli ha detto che oggi l’impegno é stato rivolto a reperire 22 milioni di mascherine chirurgiche dal 12 marzo al 30 aprile, con cadenze divere a seconda delle ditte fornitrici, e che si sta individuando un fornitore che potrà fornire un milione di mascherine al giorno. Ê stata avviata la richiesta di offerta, tramite Consip, per 5.000 ventilatori polmonari. Alcuni respiratori nella giornata di domani saranno già destinati a Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia. Sono state installate 312 tende pre triage su tutto il territorio italiano.

Il Professore Brusaferro ha sottolineato come nelle vecchie zone rosse (Lodi, Vo Euganeo) ci sia stata una riduzione dell’incremento e questo vuol dire che il sistema ha funzionato. In altre zone i casi sono cresciuti e quindi si é deciso di adottare misure più restrittive per contenere la crescita e garantire a tutti la migliore assitenza. Ê difficile fare previsioni sull’andamento dell’evoluzione perché epidemioologicamente la situazione é nuova. Bruaferro ha detto di non sentirsi di fare alcuna previsione.

Ha ribadito che le analisi sulla mortalità ci dimostrano che le persone sono prevalentemente anziane, portatrici di più patologie croniche (almeno due); un numero comunque inferioe e comparato con quelli di pari condizioni in Cina. E questo sottollinea la qualità del nostro sistema. É necessario che le persone anziane si muovano il meno possibile e che mantengano le ditanze di sicurezza. Queto avvetimento vale per tutti noi per evitare di diffondere il contagio.