Coronavirus, lettera aperta di Futurpharma alle autorità politiche e ai cittadini

Un vaccino contro ignoranza, stupidità e cattiveriaROMA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Futurpharma alle autorità politiche e ai cittadini, con la richiesta al Governo di ulteriori misure di sicurezza per il Covid-19. La missiva è firmata dalla presidente di Futurpharma, Rossana Matera.

“Carissimi tutti, Autorità Politiche e Cittadini,

Vi scrivo, in quanto, sento da dentro un bisogno irrefrenabile di raccontarvi la verità che mi viene dettata dal cuore. Una realtà cruda, che non riesce a farmi dormire e che nel contempo, non riesce a tenere i miei occhi chiusi.
Troppe persone hanno chiuso gli occhi questi giorni, per colpa del Covid 19, non tutti presentavano quadri clinici associati a comorbilita’.
Abbiamo addirittura superato la Cina per numero di morti… cosa vogliamo fare?
Io come presidente di una modesta associazione di farmacisti, continuo ad osservare tutte le misure che di continuo vengono prese dalle Istituzioni, ma credo si stia commettendo un grave errore di valutazione e sono convinta che le misure di precauzione che sono state prese fino ad oggi, sebbene apprezzabili, non sono tuttavia, sufficienti a contenere l’epidemia.
Le farmacie dovrebbero essere considerate dei presidi sanitari, non degli esercizi di pubblica utilità.
I farmacisti sono degli operatori sanitari mai nominati e neanche considerati. Non posso credere che nessuno si sia preoccupato di aggiornare lo stato di sicurezza di queste attività,  al cui interno vi lavorano dei professionisti sanitari che non possono rischiare la vita e fare gli eroi.
Negli ultimi giorni, ho sentito tristissime storie di farmacie chiuse e di colleghi in terapia intensiva, di cui alcuni sono anche morti.
E allora dico: BASTA! Cominciate a considerare questa professione  seriamente!
La nostra conoscenza e la nostra preparazione in tutte le materie sanitarie per cui siamo preparati, ci insegnano che in tempi di emergenza, non possiamo aspettare di vedere come vanno le cose.
Bisogna agire con competenza professionale, per salvare le vite. Faccio presente, che quando si entra in una farmacia, si può essere in presenza (come ripetutamente accaduto in queste settimane), di soggetti asintomatici che involontariamente continuano a trasmettere  il virus e allora non sarebbe opportuno, considerato ancora l’aumento dei casi di coronavirus, l’obbligo di continuare a lavorare, però a battenti chiusi?
E allora cerchiamo per una volta di unire le nostre competenze tutti e di portare un risultato concreto, che possa guardare ad un’Italia nuova, non dell’Italia che dice “Andrà tutto bene”, ma dell’Italia che dice” L’unione fa la forza”. Un saluto caro a tutti e che da domani ci sia una coscienza nuova e una nuova verità”.