I volti distorti e liquefatti delle sculture di Eido Alhussein (IE)

volto alhusseinLa scultura è una disciplina artistica che richiede grande maestria nel forgiare un materiale solido trasformandolo in qualcosa di plastico, in una forma completamente differente da quella naturale e originale, dando così vita a un atto creativo di tipo quasi primordiale perché dal nulla si crea il tutto. Il protagonista di oggi è un grande esponente della scultura contemporanea mondiale.

Eido Alhussein, siriano di origine ma dal 2016 residente ad Angers in Francia, si fa ben presto notare nel panorama artistico internazionale per l’assoluta originalità delle sue opere di forte impronta cubista. Soprattutto nella prima fase di ricerca, il Cubismo nella scultura si lega fortemente all’appena precedente Primitivismo, siamo intorno al primo decennio del Novecento, quando artisti come Paco Durio, Pablo Picasso, Erich Eckel, affascinati dalle maschere africane e asiatiche scelsero la semplificazione delle linee e dei dettagli che poi sono stati la base di partenza della scultura cubista; Modigliani stesso, nella sua fase scultorea, realizzò volti fortemente ispirati all’Egitto e alla cultura africana, personalizzandoli attraverso quello che è stato poi il suo stile inconfondibile che lo ha consacrato alla fama mondiale.

Lo sconvolgimento della classicità delle linee e la modificazione dell’immagine per allontanarla dal reale attraverso la semplicità dei tratti successivamente decomposti e ricomposti per creare un’inedita rappresentazione della realtà, erano le caratteristiche principali del movimento di cui Pablo Picasso fu fondatore e maggiore rappresentante insieme a George Braques e Fernand Legère.

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1 Volto 6

Eido Alhussein dà vita a un suo linguaggio personale, un punto di incontro tra le linee semplici e basiche del Primitivismo e la trasformazione della realtà visibile tipica del Cubismo; il suo stile scultoreo è identificativo e intenso, presenta un tratto distintivo che riesce a conquistare al primo sguardo, induce ad andare oltre la plasticità per lasciar fluire anche il significato che fuoriesce dalle sue sculture.

volto 1
2 Volto 1
volto 3
3 Volto 3

I volti sono distorti, deformati, allungati, modificati, quasi come se una fonte di calore li avesse liquefatti e lasciati lì a solidificarsi di nuovo nella forma ormai diversa da quella originaria; gli sguardi sono intensi, tristi e spesso sofferenti probabilmente memoria ed empatia con il suo popolo che ha avuto, e ha tutt’ora davanti a sé, il dolore della guerra, della disgregazione di legami affettivi, della distruzione di tutto ciò che aveva caratterizzato la vita prima del conflitto civile.

4 Volto 4
4 Volto 4

Quella di Alhussein è una riflessione esistenziale, suggerisce che la forma non è funzionale all’essenza perché di fatto le sopravvive, l’interiorità è predominante sull’esteriorità che può perdere i suoi capisaldi, si può modificare con il tempo e con gli eventi, ma non sarà mai in grado, con le sue mutazioni, di cancellare le cicatrici interiori, la memoria, la forza di un ricordo o l’impeto di un sentire che resta dentro a volte per sempre. La destrutturazione della morfologia dei suoi volti, a cui preferisce non dare mai titoli quasi volesse sottolineare l’importanza del sentirsi parte di un tutto, il genere umano, che ha la capacità a volte di unirsi ma molte altre di combattersi, sottovalutando l’importanza della vita stessa, riesce a donare un’inedita intensità ai materiali utilizzati e a creare un’immediata connessione con le corde interiori più profonde.

volto 2
5 Volto 2

Gli sguardi delle opere di Alhussein vagano intorno al campo visivo, a volte sono diretti verso l’osservatore, altre sono di lato, perché l’artista sceglie di indicare la strada della plurilateralità, raccontando al fruitore che non esiste un solo punto di vista, che le cose si possono guardare con la mente o con l’anima, e allora tutto può apparire diverso da come è; e ancora che è necessario mettere in discussione tutto per evitare di credere a qualcosa per cui pochi vorrebbero guidare l’opinione comune. L’impatto delle sculture di Eido Alhussein è forte, magnetico, avvincente perché riesce a toccare i tasti razionali tanto quelli emotivi, il fascino delle sue opere sta nell’attrarre con le forme di apparenza quasi liquida o effimera, per poi catalizzare l’attenzione verso il grido silenzioso che fuoriesce da quei volti, la paura, la rassegnazione, il dolore, la consapevolezza del dover ricostruire, giorno dopo giorno, una nuova identità che muta con il passare del tempo e delle circostanze.

6 Volto 5
6 Volto 5
volto 7
7 Volto 7

Dal punto di vista stilistico è evidente la maestria di Alhussein nel forgiare e plasmare i materiali che utilizza, dal marmo al granito, dal quarzo al ferro, ma anche al vetro e al legno, per assoggettarli a una mano creativa capace di dare loro una nuova essenza, un’inedita plasticità che ne cambia la sostanza, la struttura, la capacità comunicativa. Nel corso della sua lunga carriera artistica – cominciata nel 1996 – Eido Alhussein ha partecipato a molte mostre collettive in Siria, in Turchia e poi, dopo il trasferimento in Europa del 2016, è stato ospite d’onore a mostre internazionali in Francia, in Austria e in Italia; all’attivo anche importanti mostre personali in Siria e in Francia.

EIDO ALHUSSEIN-CONTATTI
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