Sul palco Maurizio Battista è solo con il pubblico, accompagnato dal pianoforte del Maestro Antonio Mezzancella, in uno spettacolo che alterna monologo, improvvisazione, musica e un continuo dialogo con la platea, cifra stilistica che da sempre contraddistingue il suo teatro.
Con questo one man show, Battista prende liberamente in prestito il celebre titolo del capolavoro di Luigi Pirandello per trasformarlo nel punto di partenza di una riflessione irresistibilmente comica sull’identità contemporanea. Oggi siamo chiamati a interpretare mille ruoli diversi, a rincorrere mode, aspettative e modelli imposti dalla società, fino al rischio di perdere noi stessi. È proprio da questo paradosso che nasce uno spettacolo capace di far ridere, ma anche di raccontare con lucidità e leggerezza le contraddizioni del nostro tempo.
Al centro del monologo scorrono le piccole e grandi assurdità della vita quotidiana: le dinamiche di coppia, i problemi di salute, il traffico, la tecnologia che invade ogni momento della giornata, i bizzarri fatti di cronaca, i ricordi nostalgici di un’Italia che sembra lontanissima e, naturalmente, quell’infinita collezione di tic e manie che accomunano tutti noi. Ogni argomento diventa il pretesto per una comicità diretta, popolare e profondamente autentica, nella quale il pubblico finisce puntualmente per riconoscersi.
Il successo dello spettacolo è stato straordinario fin dal debutto romano al Teatro Olimpico, dove ha registrato il tutto esaurito per settimane tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, dando poi vita a una lunga tournée nazionale che continua a raccogliere applausi nelle principali città italiane.
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