Sanremo, il ministro Speranza: ‘Come tutti gli spettacoli nei teatri dovrà essere senza pubblico’

79

Roberto SperanzaROMA – Il caso Sanremo approda sul tavolo del Comitato tecnico scientifico. E’ il ministro della Salute, Roberto Speranza, a coinvolgere gli esperti, chiedendo le indicazioni sul “protocollo di sicurezza per artisti e maestranze”, sollecitato nei giorni scorsi dall’industria discografica. Speranza ribadisce che per gli spettacoli “che si svolgono nelle sale teatrali” valgono le norme previste dal Dpcm in vigore, “che consente lo svolgimento di spettacoli in assenza di pubblico”, e invita il Cts a pronunciarsi “in tempo utile”.

Una data per una riunione non sarebbe stata ancora fissata: gli esperti attendono probabilmente il testo del protocollo sanitario e organizzativo che la Rai sta mettendo a punto in queste ore e che dovrebbe essere pronto all’inizio della prossima settimana. A viale Mazzini se ne parlerà anche in cda: all’ordine del giorno – a quanto si apprende – è prevista un’informativa su Sanremo. L’orientamento del Cts è ribadire il no al pubblico in sala: su questo aspetto l’intenzione dell’azienda è escludere il pubblico pagante o a inviti, aprendo la platea dell’Ariston a circa 400 figuranti contrattualizzati, anche coppie di conviventi, considerati parte integrante dello spettacolo.

Uno spettacolo televisivo, come hanno già chiarito Amadeus, la Rai e come sottolinea oggi anche il direttore di Rai1 Stefano Coletta: “Andrà in onda uno show dall’Ariston e sarà protocollato come evento televisivo. Abbiamo lavorato con la prefettura, con la Asl di Imperia per farlo. Sotto l’egida del Dpcm Sanremo potrà essere meno rischioso. Attenersi al decreto garantisce il rispetto di regole molto strette”. Un festival, dunque, “in grandissima sicurezza” che metterà “al primo posto la salute di tutte le persone coinvolte”. Fare Sanremo, dice ancora il direttore della rete ammiraglia, è anche un modo per “pensare al pubblico: la quota di evasione e intrattenimento noi al pubblico la dobbiamo”.

Se la Fimi, che con Afi e Pmi aveva scritto al governo, è soddisfatta (“Speranza chiede a Cts protocollo sanitario per artisti. Accolta la richiesta delle associazioni dei discografici”, twitta il ceo Enzo Mazza), la Slc Cgil chiede “rigore estremo” nell’applicazione delle regole al festival, evitando “soluzioni ‘fantasiose fantasiose’ e potenzialmente rischiose per la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”, ma riconosce anche che “l’apertura del Teatro Ariston e l’estrema visibilità del programma televisivo accendono i riflettori sull’intero settore dello spettacolo e sul rischio di desertificazione che corre a fine pandemia”.