The Necessary Beauty, Hesanobody: “Vorrei regalare una piccola preghiera”

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“L’ho scritta quasi due anni fa e finita in pieno secondo lockdown grazie a Sean Cronin e a Federico Ferrandina in un viaggio a Matera”

Venerdì 30 aprile 2021 è uscito il nuovo singolo di Hesanobody per Street Mission Records (etichetta londinese distribuita da [PIAS]). Si tratta del primo nuovo estrato dal nuovo e conclusivo capitolo della trilogia di EP iniziata con The Need To Belong e The Night We Stole The Moonshine, in uscita quest’estate. Il progetto solista di Gaetano Chirico torna con il suo inconfondibile cantautorato electro-pop di respiro internazionale. The Necessary Beauty è un risveglio dopo una serie di sogni e incubi, un ritorno alla realtà che ritrova il protagonista a fare il punto della sua vita, confrontandosi con domande retoriche, inutili, che rischiano di ingigantirsi intralciando il suo cammino, una preghiera fragile per ritrovare una via che rendiamo inconsciamente impervia, auto-sabotandoci.

Hesanobody ci ha gentilmente concesso un’intervista.

The Necessary Beauty è il tuo nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Si tratta di una canzone nata con l’idea che potesse essere l’ultima che avrei scritto. Chiaramente così non è, non sarà affatto l’ultima, ma questa premessa mi ha dato l’opportunità di fare un bilancio su un intero percorso di 4 anni, dal mio EP di esordio ad oggi e di capire cosa davvero desiderassi fare da un punto di vista strettamente musicale, quale canzone volessi ascoltare io stesso.

Cosa vuoi trasmettere con questo lavoro?

Vorrei regalare una piccola preghiera e far riflettere almeno per qualche minuto sul fatto che troppo speso le aspettative e i problemi che decidiamo di crearci avvelenino il nostro percorso.

Che tipo di accoglienza ti aspetti?

Non lo so, sinceramente. Sono due anni che non pubblico materiale inedito e mi sembra quasi una seconda prima volta. Convivo con questa ed altre canzoni da un po’ di tempo, il che rende ancora più strana questa situazione. Al momento non ci penso troppo, sono più sul “aspettiamo e vediamo”.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Come ascoltatore in primis. Innamorandomi delle canzoni, dei dischi, degli artisti. Facendo ricerca, informandomi. Poi sono arrivate le prime esperienze nelle band tra amici al liceo, fino a maturare il bisogno e la decisione di produrre qualcosa di mio, di esprimermi con il mezzo che tanto amo.