La capacità di descrivere quelle atmosfere tanto care all’interiorità attraverso le quali l’essere umano, così come l’’artista e l’osservatore, può sentirsi al sicuro e protetto proprio perché legate a un’ordinarietà rasserenante, costituisce una costante sfida per tutti quegli autori che vivono la pittura e la scultura come estensione di un mondo interiore troppo spesso messo in secondo piano rispetto all’esigenza di difendersi dalla giungla esterna in cui ogni uomo contemporaneo è costretto a vivere. In questo approccio artistico fondamentale è mettere in risalto l’emozione, la sensazione di cui sono permeati i contesti dove l’esistenza si svolge e si dipana giorno dopo giorno, e che mostrano la personalità del singolo interprete così come il suo punto di vista sull’osservato. Louis Fratino elabora uno stile particolare che mescola esperienze pittoriche del passato a una rivisitazione e a un riadattamento alla poetica più attuale tanto quanto alla sua esigenza comunicativa.
Dopo la rivoluzione dell’Impressionismo, movimento ancora fortemente legato alla pura estetica e alla ricerca sulla luce e sulla resa più possibile vicina alla realtà osservata, si cominciarono a strutturare correnti pittoriche che volevano distaccarsi dall’armonia formale e spingersi verso la liberazione del mondo interiore che non necessariamente doveva attenersi alle regole armoniche accademiche, anzi doveva rinunciare a esse per potersi esprimere senza alcuna limitazione. Fu in quella fase che emerse un movimento inizialmente denominato Post-Impressionismo, poi assorbito nella poetica narrativa dell’Espressionismo, che da un lato attinse agli eccessi figurativi della sperimentazione Fauves, dall’altro però ne attenuò la gamma cromatica adattandola all’intento espressivo dei singoli autori, ciascuno con una propria caratteristica distintiva; di questo gruppo di pionieri fecero parte Marc Chagall, che elaborò un linguaggio funzionale al suo desiderio di elevarsi dalla realtà e immergersi nella dimensione del sogno e della semplicità, Vincent Van Gogh, a sua volta alla ricerca di un mondo ideale e naturale che non rifiutasse la sua follia e il suo desiderio di vivere l’arte secondo le proprie regole, e infine Paul Gauguin che attraverso le sue immagini nitide, definite, con contorni pieni, raccontò al mondo dell’epoca la vita di un paese lontano, la Polinesia, nella spontaneità e purezza. Fu proprio l’attrazione verso l’esotico e tutto ciò che apparteneva a luoghi sconosciuti le cui culture affascinavano gli artisti di quel periodo a cavallo tra fine Ottocento e inizi Novecento, a dare vita al Primitivismo, più che un movimento un’attitudine a trarre ispirazione dalle maschere e dalle culture tribali in special modo africane, che divenne la base della ricerca artistica di una delle principali avanguardie di inizio Ventesimo secolo, il Cubismo.
Nel periodo di scoperta del suo linguaggio espressivo, Pablo Picasso si ispirò proprio ai volti enigmatici e statuari delle icone dello spiritualismo dell’Africa per generare il suo primo capolavoro del nuovo stile, Les Demoiselles d’Avignon, che segnò il punto di svolta della sua carriera e la scintilla da cui si svilupparono le successive geometricizzazioni ed estremizzazioni che contraddistinsero la fase formativa del Cubismo. L’attenzione al dettaglio e alla frammentazione dell’immagine per annullare il senso del tempo, della profondità e dell’attinenza all’osservato indussero tuttavia gli esponenti del movimento a rinunciare a quel mondo interiore ed emotivo che spingeva per essere raccontato dalle altre correnti coeve, entrando dunque in qualche modo in contrasto con l’Espressionismo che ebbe in Amedeo Modigliani proprio uno degli interpreti che più si legarono a quel Primitivismo di partenza che tanto prezioso fu per l’elaborazione dello stile picassiano.

L’artista statunitense Louis Fratino si fa portavoce, nella contemporaneità, di ciò che in quel vivace e movimentato periodo storico sembrò essere impossibile, appianando una distanza incolmabile tra Espressionismo e Cubismo che fonde nelle sue tele, in cui a emergere è l’attenzione al corpo maschile come simbolo ed emblema di un’omosessualità non più rifiutata o tenuta ai margini bensì mostrata e condivisa con tutta la sua immediatezza che costituisce la base esistenziale dell’autore, quella serenità ed equilibrio che fuoriescono proprio dalla naturalezza con cui egli vive il suo orientamento e che costituisce l’elemento fondante della sua esistenza e della sua pittura. Le tonalità terrose del Cubismo che contraddistinguono alcune tele sono alternate ad altre più prepotentemente espressioniste, in particolar modo in quei dipinti in cui a emergere è il lato meno intimo e più socializzante, come la condivisione di una giornata in spiaggia, come la piacevolezza di praticare quelle attività necessarie al corpo e all’anima per rigenerarsi e vivere con pienezza piuttosto che correre dietro agli impegni appiattendosi dentro la routine.

La capacità più evidente di Louis Fratino è quella di rendere straordinaria l’ordinarietà perché, come lasciò percepire Marc Chagall è proprio nella semplicità dell’ordinario che si nascondono i momenti e le emozioni più belle; dunque i suoi dipinti raccontano di frammenti di una vita che rifiuta l’eccesso, che mette in luce ogni sfaccettatura della quotidianità, dalla sessualità per finire alla condivisione di momenti di gioco e di rilassatezza.

L’Espressionismo dunque entra nelle sue tele sia dal punto di vista cromatico che da quello emozionale, perché le atmosfere di Louis Fratino raccontano di piccole cose, di un approccio intimista in un mondo, quello omosessuale, che ha bisogno di essere portato alla luce, di essere narrato ed espresso con naturalezza, nella sua totalità e senza rinunciare a metterne in evidenza ogni aspetto così come la necessità di appartenenza a un gruppo forte e numeroso eppure ancora troppo spesso separato e convinto di dover combattere da solo le proprie battaglie.

Il dipinto Plums and Cherries è emblematico di questo concetto della pittura dell’autore poiché lo scenario è quello di un parco frequentato unicamente da uomini che si confrontano, che si allontanano abbracciati, oppure che camminano da soli immersi nei propri pensieri, come se tutto in quel luogo immaginario fosse costruito a loro misura, dove non devono sentire di doversi nascondere o temere di essere giudicati perché lì possono vivere spontaneamente la realtà che hanno scelto per se stessi. Lontano, sullo sfondo, i palazzi cittadini a enfatizzare l’appartenenza di quel luogo a una dimensione ideale dove lasciar fuori tutto ciò che disturberebbe l’armonia dei personaggi, ma dove prima o poi è necessario tornare, anche se rigenerati grazie a quell’angolo armonico e piacevole.

In Long distance runners invece emergono le tonalità solari, di un Espressionismo che non può non connettersi alle sensazioni provate quando l’essere umano applica le proprie energie in qualcosa che lo fa sentire bene e completo perché gli consente di unire il benessere interiore con quello esteriore; il maratoneta condivide quel frangente di pausa, o di fine di una corsa che lo ha lasciato stremato, con quello che sembra essere il suo sostegno, l’uomo sulla cui spalla il suo braccio è poggiato, e che pur non essendo vestito in tenuta sportiva, sembra essere il protagonista della tela. Probabilmente dunque il senso del titolo è simbolico, mette in evidenza la capacità di alcune coppie di rimanere insieme nonostante le avversità, a dispetto delle difficoltà e degli ostacoli che giorno dopo giorno possono generarsi.

The beach at Noli immortala un frangente di relax su una spiaggia ligure, raccontando l’uomo in primo piano come parte di una comunità più eterogenea in cui però sente di non doversi proteggere, da cui non ha bisogno di difendersi perché nella fase di riposo dalle fatiche delle giornate, o dell’anno lavorativo, ciascuno è immerso in ciò che ama di più fare senza dover rispondere ad alcuna richiesta o esigenza che arrivino dall’esterno. La sabbia scura avvolge le figure tanto quanto i monti verdi sullo sfondo sembrano dominare ma al contempo cullare i pensieri e i sogni delle persone che affollano la spiaggia. Qui l’apparato visivo è completamente spostato verso l’Espressionismo, perché stile più affine alla condivisione, alla convivenza nella spontaneità che si manifesta con tonalità cromatiche accese e con proporzioni completamente incongruenti, come se all’interno dell’emozione o del ricordo ogni cosa assumesse rilievi differenti da quelli osservabili nella realtà.

Louis Fratino ha esposto in numerose mostre collettive, tra cui Them alla Perrotin di New York nel 2019 e Good Pictures alla Jeffrey Deitch Gallery di New York nel 2020, e ha iniziato a esporre in mostre personali presso le principali gallerie mondiali; rilevanti le sue esposizioni Growths of the Earth alla Ciaccia Levi di Parigi nel 2021 e Morning alla Sikkima, Jenkins Co. nel 2019. L’artista attualmente vive e lavora a Brooklyn, New York.
LOUIS FRATINO-CONTATTI
Email: gallery@smjny.com
Sito web: www.smjny.com/louis-fratino
Between Expressionism and Neocubism the domestic and ordinary settings of Louis Fratino
The ability to describe those atmospheres so dear to the inner self, through which human beings, as well as the artist and the observer, can feel safe and protected precisely because they are linked to a reassuring ordinariness, is a constant challenge for all those authors who experience painting and sculpture as an extension of an inner world that is too often overshadowed by the need to defend themselves from the external jungle in which every contemporary man is forced to live. In this artistic approach, it is essential to highlight the emotion and sensation that permeate the contexts in which existence unfolds day after day, revealing the personality of the individual interpreter as well as their point of view on what they observe. Louis Fratino develops a particular style that mixes pictorial experiences of the past with a reinterpretation and readaptation to the most current poetics as well as to his communicative needs.
After the revolution of Impressionism, a movement still strongly linked to pure aesthetics and research into light and rendering as close as possible to observed reality, began to take shape painting currents that sought to break away from formal harmony and move towards the liberation of the inner world, which did not necessarily have to adhere to academic rules of harmony, but rather had to renounce them in order to express itself without any limitations. It was during this phase that emerged a movement initially called Post-Impressionism, later absorbed into the narrative poetics of Expressionism, which on the one hand drew on the figurative excesses of Fauve experimentation, but on the other hand attenuated the color range, adapting it to the expressive intent of individual artists, each with their own distinctive characteristics; to this group of pioneers belonged Marc Chagall, who developed a language functional to his desire to rise above reality and immerse himself in the dimension of dreams and simplicity, Vincent Van Gogh, who in turn sought an ideal and natural world that did not reject his madness and his desire to live art according to his own rules, and finally Paul Gauguin, who through his clear, defined images with full contours, told the world of the time about the life of a distant country, Polynesia, in all its spontaneity and purity.
It was precisely the attraction to the exotic and everything that belonged to unknown places whose cultures fascinated artists of that period between the late Nineteenth and early Twentieth centuries that gave rise to Primitivism, more than a movement an attitude of drawing inspiration from masks and tribal cultures, especially African ones, which became the basis for the artistic research of one of the main avant-garde movements of the early 20th century, Cubism. During the period of discovery of his expressive language, Pablo Picasso was inspired by the enigmatic and statuesque faces of the icons of African spiritualism to create his first masterpiece in the new style, Les Demoiselles d’Avignon, which marked a turning point in his career and sparked the subsequent geometrization and extremism that characterized the formative phase of Cubism. However, the attention to detail and fragmentation of the image to cancel out the sense of time, depth, and relevance to the observed led the exponents of the movement to renounce the inner and emotional world that other contemporary currents were striving to express, thus coming into conflict with Expressionism, which found in Amedeo Modigliani one of the interpreters most closely linked to that initial Primitivism which was so valuable for the development of Picasso‘s style. The American artist Louis Fratino is the contemporary spokesperson for what seemed impossible in that lively and turbulent historical period, bridging the unbridgeable gap between Expressionism and Cubism, which he blends in his canvases, where what emerges is attention to the male body as a symbol and emblem of homosexuality that is no longer rejected or marginalized but shown and shared with all its immediacy, which constitutes the existential basis of the author, that serenity and balance that emerge precisely from the naturalness with which he lives his orientation and which constitutes the founding element of his existence and his painting.
The earthy tones of Cubism that characterize some of the canvases alternate with others that are more powerfully expressionist, particularly in those paintings in which emerges the less intimate and more socializing side, such as sharing a day at the beach, or the pleasure of practicing activities necessary for the body and soul to regenerate and live fully, rather than rushing around chasing commitments and becoming flattened by routine. Louis Fratino‘s most striking ability is to make the ordinary extraordinary because, as Marc Chagall suggested, it is precisely in the simplicity of the ordinary that the most beautiful moments and emotions are hidden; his paintings therefore recount fragments of a life that rejects excess, highlighting every facet of everyday life, from sexuality to sharing moments of play and relaxation. Expressionism therefore enters his canvases both from a chromatic and emotional point of view, because Louis Fratino‘s atmospheres tell of small things, of an intimate approach to a world, the homosexual one, that needs to be brought to light, to be narrated and expressed naturally, in its entirety and without renouncing to underline every aspect, such as the need to belong to a strong and numerous group that is still too often separated and convinced that it must fight its own battles alone.
The painting Plums and Cherries is emblematic of this concept of the author’s painting, as the setting is a park frequented only by men who confront each other, who walk away embracing, or alone immersed in their own thoughts, as if everything in that imaginary place were built to suit them, where they don’t have to feel like they have to hide or fear being judged because there they can spontaneously live the reality they have chosen for themselves. Far away, in the background, the city buildings emphasize the belonging of that place to an ideal dimension where everything that would disturb the harmony of the characters is left out, but where sooner or later it is necessary to return, even if regenerated thanks to that harmonious and pleasant corner. In Long Distance Runners, on the other hand, emerge sunny tones, an Expressionism that cannot fail to connect with the feelings experienced when human beings apply their energies to something that makes them feel good and complete because it allows them to combine inner and outer well-being; the marathon runner shares that moment of pause, or the end of a race that has left him exhausted, with what appears to be his support, the man on whose shoulder his arm is resting, and who, despite not being dressed in sportswear, seems to be the protagonist of the canvas.
The meaning of the title is therefore probably symbolic, highlighting the ability of some couples to stay together despite adversity, in spite of the difficulties and obstacles that can arise day after day. The beach at Noli immortalizes a moment of relaxation on a Ligurian beach, depicting the man in the foreground as part of a diverse community in which he feels he does not need to protect or defend himself because, during this period of rest from the fatigue of the day or the working year, everyone is immersed in what they love most without having to respond to any requests or demands from outside. The dark sand envelops the figures as much as the green mountains in the background seem to dominate but at the same time cradle the thoughts and dreams of the people crowding the beach. Here, the visual apparatus is completely shifted towards Expressionism, because it is a style more akin to sharing, to coexistence in spontaneity, which manifests itself in bright colors and completely incongruous proportions, as if within emotion or memory everything took on different meanings from those observable in reality. Louis Fratino has exhibited in numerous group shows, including Them at Perrotin in New York in 2019 and Good Pictures at the Jeffrey Deitch Gallery in New York in 2020, and has begun to exhibit in solo shows at major galleries around the world. notable exhibitions include Growths of the Earth at Ciaccia Levi in Paris in 2021 and Morning at Sikkima, Jenkins Co. in 2019. The artist currently lives and works in Brooklyn, New York.












