Una vita come quelle dei film… Buon compleanno Vasco!

Una vita come quelle dei film...Buon compleanno Vasco!

Vasco Rossi compie oggi 68 anni, i nostri speciali auguri a un’icona della musica italiana di tutti i tempi.

In piena notte, quella oscura e tenebrosa, in prossimità di un una curva stretta e ghiacciata, nel bel mezzo di una strada sdrucciolevole. Affrontare quei saliscendi pieni di incognite, voci singhiozzanti provenienti da ogni parte mentre l’orizzonte idilliaco e libidinoso si fa strada come se fosse un eterno mattino. Come se la distanza dall’alba non fosse mai stata così vicina ma, allo stesso tempo, così lontana. La vita di Vasco Rossi può essere riassunta attraverso questi intrecci favolistici, all’interno di quell’automobile che, nonostante le avverse condizioni della realtà, è riuscita a sterzare sfruttando anche l’ultimo millimetro di strada. Quella strada che è la vita, quella che Vasco non ha vissuto per sentito dire, l’ha toccata con mano bruciando la candela da entrambe le parti. Un’esistenza vissuta pienamente, senza false menzogne ed ipocrisie che trovano spazio solo negli angoli più bui dei falsi perbenisti.

Affrontando di petto da sempre quei luoghi comuni che hanno cercato di distruggerlo, Vasco ha saputo trasformare la sua vita in un’opera d’arte, come se fosse il D’Annunzio dei giorni nostri. Sbattendo in faccia la realtà nelle sue canzoni capolavoro infilando, come se fossero lame sensazioni ed emozioni che, in fondo, tutti provano all’interno di questa complicata esistenza. Già, come se tutto il mondo fosse fuori da ogni logica, come se tutti gli altri fossero fuori di testa quando l’hanno visto uscire dal palco dell’Ariston a Sanremo, 38 anni fa. I primi tre di una carriera lunga più di quattro decenni e che non accenna a placarsi, non accenna perché la voglia è sfrenata e quella no, non è mai venuta meno. Come l’eco delle sue parole, come la luce dei suoi occhi chiarissimi, come il suono della sua musica.

Musica e parole, quelle di Vasco, in grado di scuotere e tenere ancora sveglie le coscienze di chi continua ad etichettare tutto, senza rendersi conto di ciò che li circonda. Del profondo caos che tormenta la verità, parafrasando e riducendo tutto ad una semplice bugia. Il record mondiale di tre anni anni fa, il capolavoro di Modena. La parola fine? Macché un nuovo (l’ennesimo) inizio per l’uomo dominato dalle imperfezioni, quelle che lo hanno reso uno di noi, uno di quelli del “contro tutto contro”. Da Modena a Milano, dal record Mondiale ai sei concerti consecutivi allo Stadio San Siro. Anticonformista, lontano da quelli stereotipi perbenisti che ingabbiamo. Lontano da quella “Vita Spericolata” il sogno di una canzone divenuto brano immortale della musica italiana. Come “Siamo solo noi”, l’inno generazionale, e quelle perle che lasciano un solco nell’anima ogni volta che riecheggiano nelle cuffie e negli stadi. Lontano da tutti perché Vasco Rossi ha sempre concorso con se stesso. In una competizione tutta sua, una classifica a parte dove gli altri non osano nemmeno avvicinarsi.

Da Albachiara a Se ti Potessi dire, un viaggio cosmico costellato da profondi cambiamenti radicati in un’anima sola. Perché Vasco è unico, semplice nella sua complessità in grado di penetrare nell’animo umano attraverso frasi schiette e sincere. Senza aver bisogno di paroloni e frasi utopistiche, senza aver bisogno di convinzioni demagogiche appannaggio di qualche idea bizzarra. No, Vasco è sempre stato se stesso. Rischiando, godendo e sbagliando ma uscendone sempre a testa alta.

Ed oggi sono 68 primavere, in attesa dell’estate che lo porterà nei Festival più importanti d’Italia con 300 mila biglietti già polverizzati. Esistono le sue canzoni, fotogrammi di un universo senza senso e limite. Fotogrammi senza i quali non riusciremo a sentirci così imperfetti, così umani. Trascinati da Vasco, come se fossi un’onda infinita.