Esce il disco remix dei Bluedaze, fuori per Pitch The Noise

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“Skysurfers Remixes è nato dalla collaborazione con Pitch The Noise, l’etichetta discografica di musica elettronica attorno alla quale gravitano alcuni tra i più interessanti artisti e producer indipendenti italiani”

bluedazeNuovo appuntamento con i Bluedaze, la psych/dream pop band del Lago Maggiore, che dopo Skysurfers (RC Waves / Artist First) il suo album di debutto uscito a novembre 2020, lancia Skysurfers Remixes in partnership con l’etichetta indipendente di musica elettronica Pitch The Noise Records. Un vero e proprio esercizio di prospettiva, che ripropone ognuna delle 8 tracce del disco ripensata e reinterpretata da altrettanti artisti e producer, spaziando tra techno, ambient e EDM.

I Bluedaze ci hanno gentilmente concesso un’intervista.

È uscito il vostro disco remix, di che cosa si tratta?

Skysurfers Remixes è nato dalla collaborazione con Pitch The Noise, l’etichetta discografica di musica elettronica attorno alla quale gravitano alcuni tra i più interessanti artisti e producer indipendenti italiani. Quando nel novembre 2020 abbiamo rilasciato il nostro album Skysurfers, sapevamo bene che la veste che avevamo scelto di dare i nostri brani era solo una delle tante possibili. Eravamo curiosi di sentire cosa ne avrebbe potuto fare qualcuno diverso da noi, anche per ascolti e per formazione. L’idea di rivolgerci agli amici di Pitch The Noise è stata molto naturale e la loro risposta entusiasta ha reso tutto questo possibile.

Cosa rappresenta per voi questo lavoro?

Per noi Bluedaze ci sono poche cose certe. Il bisogno di provare ad andare sempre oltre ed esercitare nuove prospettive è una di queste. Insieme alla condivisione e alla collaborazione, che rappresentano per noi un valore inestimabile. Questo disco ci soddisfa particolarmente non solo per il lavoro eccellente fatto dai producer coinvolti, ma anche perché è una concretizzazione di entrambi questi aspetti. Non è cosa da tutti potersi vedere (o ascoltare) attraverso gli occhi e le orecchie degli altri. E’ straniante e ispirante allo stesso tempo. Un’occasione preziosa di crescita. Se poi questi altri sono amici e artisti di cui hai stima, hai fatto proprio bingo…

Che tipo di accoglienza vi aspettate?

Ad essere sinceri non ci abbiamo mai pensato! Speriamo che piaccia quanto piace a noi e che sia uno stimolo, anche per gli ascoltatori, ad esplorare sonorità nuove.

Come nasce il vostro progetto musicale?

Una sera, in un live club di Varese. Ci conoscevamo tutti da un bel po’ ma non avevamo mai suonato insieme. Quella sera però abbiamo ipotizzato di metter su una band e scrivere canzoni, con un solo vincolo: divertirci. Da lì abbiamo creato una chat su whatsapp che per oltre un anno ha avuto 300 nomi diversi e un sacco di meme dentro. Poi abbiamo deciso di fare sul serio, era il 2017. Ci siamo trovati in sala prove e lì abbiamo iniziato a divertirci veramente.