Gioia di vivere e raffinate atmosfere conviviali nel Neocubismo di Jaber Khudhair (IE)

at the friends cafe Alcuni tratti tipici di movimenti pittorici del secolo scorso sembrano essere stati messi da parte da molti artisti contemporanei proprio in virtù della attuale necessità di scavare in fondo all’animo umano che spesso appare disorientato e perso all’interno di una quotidianità che tende a lasciare indietro l’essenza. Il protagonista di oggi compie un ritorno verso linee guida di correnti artistiche del passato e le fonde, magistralmente, con altre in alcuni casi apparentemente discostanti per dar vita a un genere assolutamente unico.

Tutta l’arte europea, in particolar modo quella francese, di fine Ottocento e di buona parte del decennio precedente all’inizio della Prima Guerra Mondiale, con l’Art Nouveau e l’Impressionismo celebravano la gioia di vivere, le nuove possibilità economiche derivanti dalle importanti conquiste tecnologiche che stavano dando un notevole contributo a un rivoluzionamento nel modo di lavorare e di approcciare la quotidianità, possibilità grazie alle quali la popolazione poteva beneficiare di agi che permettevano di apprezzare il divertimento, la bellezza e il piacere fine a se stessi. A quell’epoca appartengono non solo le opere di Toulouse-Lautrec, che amava aggirarsi per i cabaret e le case di piacere e riprodurre scene dei loro interni rendendo protagoniste donne che altrimenti lo sarebbero state solo dentro quelle stanze peccaminose, ma anche di Renoir le cui scene di feste e occasioni di ballo e di divertimento sono celeberrime e riescono a infondere nell’osservatore una sensazione di benessere e spensieratezza dei personaggi da lui raffigurati.

The oud player
1 The oud player (Il suonatore di oud)

Contemporaneamente nascevano altri movimenti più volti alla ricerca, all’analisi, a un modernismo laddove le precedenti due correnti restavano più attaccate alla tradizione seppur scavalcandola nella tecnica; risalgono ai quei primi anni del Novecento anche le prime opere appartenenti al Cubismo di Georges Braque che scandalizzarono Henri Matisse. Jaber Khudhair, artista kuwaitiano, è riuscito a compiere un’affascinante sintesi tra la tendenza a raccontare momenti di gioia di vivere, piccoli attimi conviviali in cui emergono le belle sensazioni non solo di svago ma anche di sentimenti semplici, delicati, sereni, e la tecnica della scomposizione dell’immagine tramite forme geometriche tipica del Cubismo in cui però le tonalità terrose di Braque vengono sostituite da colori più vivaci, più allegri, più affini alla visione della vita dell’artista.

Tales of friends
2 Tales of friends (Storie di amici)

Lo stile cubista si mescola in qualche modo al Futurismo morbido di Umberto Boccioni, proprio in virtù di quelle geometrie più delicate, meno squadrate, più tondeggianti e più attinenti alla dolcezza delle immagini raccontate da Jaber Khudhair, degli episodi descritti che infondono nell’osservatore la sensazione di trovarsi all’interno di un racconto fiabesco ma contemporaneo, un mondo ideale dove le belle emozioni si legano al piacere di stare insieme e di condividere.

At the friend's cafè 2
3 At the friend’s cafè 2 (Al bar con gli amici 2)

Le atmosfere fumose dei bar dove l’artista colloca i suoi protagonisti sembrano avvolte dalla spensieratezza e dalla gioia del ritrovarsi, insieme tra chiacchiere e caffè, come nell’opera At the friend’s cafè 2, in cui gli amici si riuniscono nel rito quotidiano del bere una bevanda che in fondo non è che un pretesto per farsi confidenze e sorridere insieme; lo stile in questo caso si avvicina più alla seconda fase del Cubismo, quella detta analitica, in cui le forme si fondono nella descrizione della molteplicità del punto di osservazione senza però tendere dissolverne troppo i dettagli.

Encounter for drinking coffee
4 Encounter for drinking coffee (L’incontro per bere il caffè)

L’immagine emerge chiara anche grazie alle tonalità cromatiche scelte e al senso della prospettiva che in Khudhair è sempre presente. Anche Encounter for drinking coffee appartiene a quella serie di opere che esaltano uno dei sentimenti alla base dell’esistenza di ognuno, l’amicizia, quel legame che unisce a persone con cui ogni azione, ogni evento, ogni gesto diventa piacevole, anche le difficoltà insieme sembrano più leggere da affrontare; è questo il senso dell’opera, quell’incontro fondamentale per rilassarsi, per regalarsi momenti gradevoli in cui sentirsi a casa perché in fondo non è il luogo a fare l’atmosfera bensì le persone con cui si sceglie di stare.

Love and beautiful melodies
5 Love and beautiful melodies (Amore e belle melodie)
Lovers meeting
6 Lovers meeting (L’incontro degli innamorati)

In questo lavoro le tonalità sono più terrose, più vicine a quelle di Braque, così come lo è la tendenza a una maggiore scomposizione forse per accrescere il senso di moltitudine di persone, del desiderio naturale e comune all’essere umano di avere qualcuno con cui riunirsi e con cui godersi il tempo libero. Nelle tele Love and beautiful melodies e Lover’s meeting Khudhair entra nella sua forma espressiva più poetica, quella dell’amore romantico capace di infondere colore a ogni attimo dell’esistenza, esaltando ogni gesto quotidiano e rendendo piacevole qualunque dettaglio si trovi intorno agli amanti: dallo strumento musicale da suonare insieme, alle colombe che sembrano danzare intorno agli innamorati per sottolinearne la purezza del sentimento, dai bicchieri poggiati sui tavolini in apparente osservazione dell’armonia della coppia, alle persone sullo sfondo che sembrano amplificare l’emozione condivisa.

In the city of dreams 2
7 In the city of dreams 2 (Nella città dei sogni 2)

L’opera In the city of dreams invece, sembra raccontare di un mondo ideale, la città dei sogni, un luogo dove tutto è possibile, un posto di pace e di serenità in cui far diventare reali i desideri e potersi lasciare alle spalle le cose brutte e spiacevoli narrate attraverso i segni neri sullo sfondo, quelle legate alla guerra, alla distruzione di patrimoni artistici e culturali. Questa tela lascia trapelare il desiderio dell’artista di trovare un luogo idilliaco in cui poter pensare di rinascere e costruire un mondo migliore. Nel corso dei suoi venti anni di carriera Jaber Khudhair ha partecipato a mostre collettive in tutto il mondo – dal Libano al Venezuela, dall’Oman all’Italia, dal Bangladesh al Cile –, ha ricevuto diversi premi internazionali ed è tra gli artisti selezionati per Lisbona Contemporanea 2020, in programma dal 4 al 10 aprile presso la galleria Atelier Natalia Gromicho.

JABER KHUDHAIR-CONTATTI
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