La Metafisica Classica di Zsuzsa Szvath, rappresentazione di un mondo sospeso tra passato e presente (IE)

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Tutto ciò che è stato costituisce un tesoro prezioso a cui attingere, soprattutto per molti artisti che fondano la loro espressività sul sottile legame che, nella loro visione, è necessario per dare vita a un ritorno a quel passato che però può, e deve, coesistere con il presente. Nell’ambito di questa ricerca si colloca l’artista protagonista di oggi, capace di creare un mondo di mezzo in cui le due realtà apparentemente opposte danno vita a nuove possibilità filosofiche.

Zsuzsa Szvath, ungherese di origine ma tedesca di adozione, sviluppa fin dagli esordi del suo percorso scolastico la tendenza alle arti figurative che la inducono a scegliere gli studi accademici presso l’Università di Arte e Design Moholy-Nagy di Budapest (MOME), durante i quali si lascia affascinare dal Classicismo, quello delle sculture greche e romane, ma anche dal Ritratto di cui predilige lo stile dell’Impressionismo e del Realismo, che saranno poi base e fondamento del suo personalissimo e coinvolgente linguaggio espressivo. La Metafisica è stato un movimento fondamentale della prima metà del Novecento, spesso associato al Surrealismo ma in realtà discostante da quest’ultimo sia per la diversa intenzione espressiva – la riflessione sull’uomo e sul suo bisogno di ritrovare un ordine delle cose legandosi a un passato lontano, sulla necessità di andare oltre la contingenza reale per trovare un mondo ideale quanto enigmatico nei significati e nelle interpretazioni nel caso del primo, e l’universo misterioso dell’inconscio, dell’inquietudine, dell’incubo derivante da incertezze, deformazioni della realtà oggettiva che si affollano nella mente umana, tipici del secondo -, sia per la netta presa di distanza da parte del fondatore e massimo esponente della corrente metafisica, Giorgio De Chirico.

It happened in Budapest
1 It happened in Budapest (Accadde a Budapest)

La Szvath si ispira fortemente alla Metafisica di De Chirico proprio per la sua caratteristica di mescolare il passato e il presente, collocando figure classiche, divinità greche, ritraendole al di fuori del loro contesto, ponendole di fronte a ingressi di palazzi contemporanei, o collocate nel cortile interno di un edificio moderno, regalando all’osservatore la sensazione di trovarsi sospeso in un tempo indefinito, tra un prima e un dopo che induce alla riflessione sull’importanza di non dimenticare un passato che non può non essere la base della contemporaneità perché è esattamente da esso che l’umanità si è formata ed evoluta. Tuttavia le immagini iconiche sembrano essere destabilizzate, incredule nel guardare la trasformazione di un mondo completamente differente da quello precedente, quello in cui hanno vissuto, e per questo riflettono, meditano su come potersi adattare a quella nuova realtà. In questo senso di disadattamento Zsuzsa Szvath fa trasparire l’ansia e il turbamento dell’uomo contemporaneo, che ha perduto le certezze e che deve trovarne di nuove senza essere capace di attingere a un’eredità importante, quella culturale e storica, perché apparentemente troppo distante dal suo impersonale presente.

fall
2 Fall (La caduta)
memories budapest
3 Memories (Ricordi)
allegorie
4 Allegorie (Allegoria)

Nell’opera Fall, la protagonista sembra ponderare la maniera migliore per adeguarsi a quel cambiamento, quella caduta in un’altra epoca nella quale non trova più i riferimenti consueti, in cui il silenzio che la circonda non è più quello della natura bensì quello della città che spesso distrae dal contatto con il sé più profondo; e ancora in Memories, ma anche in Allegorie, la donna contemporanea appare evanescente e al tempo stesso attenta, concentrata verso la solidità di una storia, di una civiltà remota che ha lasciato un segno così profondo da sembrare più reale di quanto non sia l’effimero presente, e per questo di costituirne un fondamentale pilastro. È evidente l’importanza che la Szvath attribuisce alle solide radici culturali, filosofiche, umanistiche della storia più o meno recente, di cui sottolinea la necessità che non venga dimenticata prima che si dissolvano i capisaldi essenziali a mantenere il forte legame con la grandezza di tutto ciò che è stato prima e che appartiene, indissolubilmente, a tutto ciò che è ora. Dal punto di vista esecutivo la pittura di Zsuzsa Szvath presenta le caratteristiche tipiche della Metafisica, pennellate piatte e uniformi, così come la collocazione delle scene fuori dal tempo e dallo spazio, personalizzate però dalla non assenza della figura umana, anzi, in lei anch’essa è descritta a metà tra uno ieri e un oggi, cercando un dialogo improbabile eppure assolutamente possibile. Anche nell’altro suo filone pittorico, quello del Ritratto, Zsuzsa Szvath non rinuncia a sottolineare il suo forte e irrinunciabile legame con il passato culturale, immortalando grandi donne che hanno, ognuna a suo modo, lasciato una traccia indelebile nella memoria comune, e lo fa esprimendosi con un approccio più realistico.

Marie Antoinette
5 Marie Antoinette (Maria Antonietta)
Emily Dickinson
6 Emily Dickinson
Nellie Bly
7 Nellie Bly

L’utilizzo dell’olio sulla tela e la narrazione dei volti appare evanescente, quasi come fossero dei camei dedicati a quelle grandi personalità, descritti in stile impressionista ma con forti legami con il più classico Realismo, utilizzando tonalità molto sfumate, a volte appena accennate, quasi impalpabili e delicate per accentuare l’importanza del ruolo, della sostanza, che donne come Maria Antonietta, Emilie Dickinson, Nelly Bly e molte altre, hanno avuto nel corso della storia al punto di riuscire a modificarla. Zsuzsa Szvath ha al suo attivo moltissime mostre personali e collettive a Budapest, Bonn, Colonia, Amburgo, Monaco, e l’inserimento in grandi eventi tra cui quello al Museo delle Donne di Bonn, a cui ha preso parte per tre anni consecutivi. Un’artista unica e incredibilmente sensibile all’importanza della cultura e del ruolo della donna nell’arte e nel mondo.

ZSUZSA SZVATH-CONTATTI
Email: art@szvath.de
Sito web: http://www.szvath-art.de/
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Instagram: https://www.instagram.com/szvathart/