La proposta mira a introdurre definizioni merceologiche pienamente coerenti con la normativa dell’Unione europea, a vietare la commercializzazione di oli privi dei requisiti di prodotto e di processo previsti per la categoria dichiarata e a rafforzare la tracciabilità attraverso la corretta indicazione delle denominazioni nei documenti commerciali. Aifo propone inoltre regole più chiare per la classificazione degli oli vergini, sanzioni incisive contro la commercializzazione di oli non commestibili e il divieto di detenere impianti di esterificazione negli stabilimenti nei quali vengono prodotti o conservati oli destinati all’alimentazione.
“Il rafforzamento dei controlli è una scelta necessaria e va riconosciuto il lavoro svolto dall’ICQRF e da tutte le autorità impegnate nella tutela del settore – dichiara il presidente di Aifo, Alberto Amoroso – Ma la tolleranza zero deve essere accompagnata da norme chiare, aggiornate e applicabili senza incertezze. Non è accettabile che condotte dannose per i consumatori e per le imprese corrette possano beneficiare di vuoti normativi o di disposizioni risalenti a oltre sessant’anni fa. Chiediamo quindi che la proposta avanzata da AIFO venga ripresa e inserita nel primo provvedimento legislativo utile. L’obiettivo non è aggiungere burocrazia, ma rendere i controlli più efficaci, tutelare la concorrenza leale e difendere concretamente la qualità e la reputazione dell’olio italiano”.
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